Spostamento del David alla Leopolda... pari avanti tutta. A una settimana dalla proposta dell'assessore regionale alla cultura, Paolo Cocchi, di traslare il capolavoro di Michelangelo dall'Accademia all'ex-stazione granducale, ieri è stato lo stesso amministratore a tornare sulla vicenda. E chi sperava in un dietro-front ha dovuto ricredersi: «Nessuna delle obiezioni che ho ascoltato è così dirimente da impedire ciò che in effetti, con il mio invito, ho cercato di provocare: un confronto serio, sul terreno della concretezza, rispetto a un problema esistente e che se non interveniamo potrà solo aumentare nei suoi aspetti negativi ». Il problema cui Cocchi si riferisce non è lo spostamento del David, bensì la soluzione dell'annoso problema dei flussi turistici nel cosiddetto «triangolo delle Bermude» dove si concentrano le «truppe» dei turisti: Uffizi, Galleria dell'Accademia e Duomo. Decidendo, con tenacia e pazienza, di andare avanti comunque, Cocchi dimostra di aver sottovalutato almeno due aspetti della vicenda. Prima di tutto i due interlocutori cui si è rivolto con la lettera di una settimana fa - il ministro Rutelli e il sindaco Domenici - non si sono minimamente degnati di rispondergli direttamente. Che lo facciano, parzialmente, attraverso un sottosegretario e affidando un parere alle agenzie di stampa, non può avere alcun crisma di ufficialità. Secondo, il problema dei flussi turistici a Firenze è una questione connessa alla viabilità e all'urbanistica della città, per le quali esistono specifici assessorati del Comune. La competenza di Cocchi in materia è quindi dubbia, attinenti più all'elettronica (vendita on line dei biglietti) che ai buoni propositi di un assessore. E poi, diciamolo francamente, le code dei turisti per entrare agli Uffizi si svolgono sotto il loggiato; quelle per ammirare in David (Galleria dell'Accademia) sono parzialmente in area pedonale e il resto in zona blu; quelle, infine, legate al Duomo, campanile di Giotto, Battistero etc..., sono anch'esse in area pedonale. Quindi il traffico non c'entra. E allora, usare il David come un «pifferaio magico » e spostare i turisti-topi nell'area dove sorgerà il nuovo Parco della Musica, con la sede del Maggio Musicale Fiorentino, presso la ex Stazione Leopolda, a chi giova? Nonostante queste obiezioni, Cocchi ha confermato la sua impostazione. «Spostarlo non è un reato. Davanti al problema dei flussi turistici che già oggi, in una piccola città come Firenze, risultano poco sostenibili e che sono inevitabilmente destinati ad aumentare con l'arrivo di decine di milioni di visitatori dai Paesi che si affacciano solo ora al turismo di massa, ci è parso giusto affrontare la questione, portarla su un terreno di concretezza, non limitarsi all'immobilismo, iniziare un ragionamento in termini di soluzioni ». Cocchi ha sottolineato, in particolare, la natura «aperta» della sua idea che lui stesso definisce «una proposta di governo» piuttosto che «una provocazione intelligente ». «Credo valga la pena di trovare un comune spazio di riflessione e analisi, elaborare uno studio più complessivo sul rapporto fra opere d'arte e flussi turistici, animare il confronto e opporsi a un clima di immobilità che in una città come Firenze blocca qualunque idea. Oltretutto si sta parlando di uno spazio destinato a ospitare importanti funzioni sul piano culturale e nulla ci impedisce di guardare a esperienze di altre grandi capitali». E per raggiungere questo obiettivo Cocchi è anche pronto a stanziare dei fondi per lo studio di fattibilità sia dello spostamento dell'opera sia per il disallestimento della Galleria dell'Accademia. Pronta la nuova replica del senatore di FI, Paolo Amato: «Errare è umano, perseverare è diabolico. L'assessore Cocchi, impropriamente chiamato a guidare la politica culturale della Regione Toscana, continua imperterrito a caldeggiare incredibili piani di riassetto per il patrimonio artistico fiorentino, infischiandosi dei pareri contrari espressi da tutti i tecnici, storici dell'arte e soprintendenti; ed ignorando persino il sottosegretario ai Beni Culturali, Marcucci, che ha subito messo le mani avanti ponendo come punto fondamentale la questione della tutela e della sicurezza del David. Sì, perché vorremmo ricordare all'improbabile assessore regionale - ha proseguito Amato - che il David di Michelangelo è un'opera le cui sorti competono esclusivamente al Ministero dei Beni Culturali e non al Comune di Firenze, né tantomeno alla Regione Toscana ». Il senatore azzurro critica la convinzione di Cocchi «che deportare in periferia il capolavoro icona della città di Firenze sia la mossa più azzeccata per risolvere il problema dell'eccessiva congestione del centro storico. Facendo così ricadere le colpe dell'amministrazione comunale e delle sue politiche sbagliate in materia di viabilità e gestione dei flussi turistici sulle spalle della Soprintendenza; col rischio peraltro di pregiudicare l'integrità di un capolavoro di incommensurabile valore».