I musei statali e gli scavi archeologici nel 2006 hanno superato in Italia i 34 milioni di visitatori, le esposizioni temporanee i 6. Se aggiungiamo pinacoteche e gallerie civiche si raggiunge agilmente quota 50 milioni. Una nazione intera insomma che si sposta in continuazione in nome dellarte antica e contemporanea. Sembra proprio che, il nostro, sia lo Stato dellarte, almeno nel dare unocchiata ai numeri. Numeri da primato che, stando alle previsioni, dovrebbero ripetersi anche nel 2007, ma non in futuro. A quanto pare, infatti, questa potente macchina economica presenta delle falle rilevanti, come quella riguardante luniversità e gli insegnamenti artistici. E un drito di fatto che a livello mondiale gli italiani contano sempre meno cd è finita lepoca di Venturi, Longhi, Argan, così come è giunta al termine la carriera degli allievi dei grandi maestri della storia dellarte, studiosi di estremo valore che non hanno lasciato credi di nome. Ad oggi per reperire notizie su artisti antichi è più facile rivolgersi oltre Oceano che in Italia, stessa cosa vale anche per gli arredi, per le tappezzerie, per il presepe napoletano cui il Metropolitan dedica una mostra visitatissìma durante il periodo Natalizio. A fronte di tutto questo non corrisponde nel nostro paese la necessaria attenzione nei confronti di un patrimonio artistico capace di far registrare numeri rilevanti. Scarsa manutenzione dei beni comporta degrado e la dimostrazione si può. avere passeggiando nei dintorni di Pompei o del Colosseo, brutte immagini cui bisogna aggiungere le grandi delusioni, rappresentate da un ventennio di promesse e di speranze mai concrelizzate da destra e da sinistra. Dovrebbe essere la grande Italia dellarte antica, ma forse sarebbe meglio parlare della nuova Italia dellarte contemporanea (lato il crescente numero di musei, fondazioni ed esposizioni temporanee dedicate alle nuove tendenze. Ma a fare la voce grossa sono soprattutto artisti stranieri a discapito di quelli italiani come dimostra il dato secondo cui negli ultimi due anni istituzioni pubbliche hanno organizzato non meno di venti mostre dedicate agli artisti della scuderia di Larry Gagosian, ad esempio, americano considerato una potenza mondiale e protagonista di "Miami Art Basel". Un caso? Ma a Milano, Bergamo, Rovereto, Roma, Napoli sono state esposte più opere straniere che non di artisti nostrani, come se fosse in corso una sorta di colonizzazione dellarte contemporanea e antica ed il nuovo stato de] arte sembra avere la bandiera a stelle e strisce. Peccato, ma rimediare Si può. Basta capire limportanza di quanto si sta depauperando, e avere la volontà e la sensibilità prima, di operare per un fine che non è solo artistico e storico, ma anche sociale.