Uno spazio polifunzionale, un centro di ricerca scientifica, unarea eventi con aule per corsi di formazione dedicato allinnovazione tecnologica sulluso ed il recupero di opere darte di materiale plastico. E tutto questo ed anche altro il «Plart», il Museo della plastica appena sorto a Napoli, in via Martucci, presentato ieri da Maria Pia Incutti, collezionista darte. «La plastica - ha spiegato la Incutti - è un materiale di grande attualità. E anche la materia principale di oggetti di design realizzati a partire dagli anni trenta, prima considerati kitsch, in quanto surrogati di materiali "più nobili", come legno, avorio, marmo, ma con il tempo diventati veri oggetti da collezionismo». Attualmente il Plart ospita borse, gioielli, lampade, utensili, vasi, giocattoli, radio, pezzi di arredamento e opere darte, per un totale di 2000 oggetti raccolti in giro per il mondo in trentanni di collezionismo, che sono anche un po la storia del costume degli italiani tra cui anche opere di Tony Cragg, Enrico Baj, Lucio Fontana, Piero Gilardi. «Oltre ad un museo - prosegue Incutti - il Plart è soprattutto un centro di ricerca scientifica e di innovazione per studiare metodi e strumenti per migliorare la conoscenza del problema smaltimento, ma anche della conservazione e del restauro degli oggetti darte in materiale sintetico».