La fatica è nulla, ma la camminata, a passo di mouse, è panoramica, da grandi spazi. "Ecco il Battistero. E la Pilotta e piazza Garibaldi». Un clic dopo l'altro, il delegato venuto dall'Est si trova al contro di una città che gli gira attorno, sempre meno misteriosa. Parma lo avvolge dallo schermo di un computer, lungo il virtual tour del sito del Comune. «Così, avresti potuto anche vedertela da casa» obietta qualcuno alle suo spalle. «Questa sera c'è la verifica» ribatte lui. Fine del discorso. Tempo per una visita dal vero non ce n'è: alle 9,30 inizia la conferenza «Qualità del web per la cultura. Il patrimonio in rete per la ricerca. la didattica e il turismo culturale». La «prova su strada» di Parma è rimandata a dopo le 18. «Non vedo l'ora» mormora l'uomo, prendendo posto nell'auiditorium Paganini. Per lui e per le centinaia di rappresentanti dell'Europa della cultura e della telematica inizia una conferenza che assomiglia a un viaggio. «Credo sia la prima volta - dice Elvio Ubaldi che i 25paesi europei (ai quindici già membri dell'Unione si aggiungono i dieci «adottati» dal maggio 2004 ) e Russia e Israele sono presenti tutti insieme a un incontro ufficiale». Un viaggio più nel tempo che nello spazio. «Le nuove tecnologie ci aiuteranno a rendere più avvicinabili e conoscibili, i patrimoni culturali» - prosegue il sindaco. Non è casuale la scelta della nostra città come sede di questo convegno organizzato sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica nell'ambito del progetto Minerva (dea ora informatizzata della sapienza e, al tempo stesso, acrostico per Ministerial Network for Valorising Activities in Digitisation). «Parma, con i suoi beni artistici e culturali si mette a disposizione come luogo d'incontro e campo di sperimentazione - conclude Ubaldi. Che sia un ponte tra passato e futuro». Futuro che è già iniziato (anche se è appena un ragazzino: internet è nato poco più di dieci anni fa). «Con la Biblioteca digitale italiana, i centri di e-learning nelle biblioteche pubbliche, la digitalizzazione delle bibiblioteche delle scuole e la realizzazione di un network turistico-culturale - spiega Livio Zoffoli . Si tratta di progettare i servizi e di formare i fruitori». A questo proposito, il presidente del Centro nazionale informatica della Pubblica amministrazione che rappresenta il ministro dell'Innovazione Lucio Stanca impegnato a Bruxelles sottolinea lo sforzo per l'accessibilità, per garantire l'uso delle nuove tecnologie ai disabili. «Sta per essere approvata una legge importante, che ci pone all'avanguardia in Europa». E all'avanguardia si troverà presto anche l'Emilia-Romagna. «Entro poco sarà la regione più cablata del continente - anticipa Marco Barbieri, assessore regionale alla Cultura . Sarà sempre più importante rendere partecipi i cittadini del ruolo fondamentale della cultura nella vita quoti diana». Proprio grazie al web. «Uno strumento straordinario per far conoscere la qualità dei beni diffusi sul territorio» dice Vincenzo Bernazzoli. Il presidente facente funzioni dellaProvincia ricorda il successo della mostra sul Parmigianino e la connessione in rete di tutti e 47 i comuni del Parmense. «Oltre all'esperimento della scuola a distanza, che permette agli studenti di seguire le lezioni stando a casa tre giorni la settimana». Un esempio concreto di come «la digitalizzazione del patrimonio culturale non sia importante solo per la sua conservazione, ma anche per la sua diffusione» spiega Pierpaolo Lottici, delegato alle Biblioteche per l'Università, in rappresentanza del rettore Gino Ferretti. Uno strumento per mostrare il territorio e i suoi tesori. «Perché stiamo passando dalla società dell'informazione a quella della conoscenza sottolinea Francesco Sicilia, direttore generale dei Beni librari e Istituti culturali -. E questo è uno dei settori di maggior crescita, in grado di determinare importanti ricadute in campo sociale ed economico». Parma ne è sempre più consapevole. «Siamo una città singolare dice Stefano Storchi, direttore del Settore cultura del Comune nella .quale la cultura è intrecciata alla vita quotidiana. E teatri, pinacoteche, musei e biblioteche sono tutti in rete. Ci collochiamo in questa sfida utilizzando strumenti innovativi che non siano di facciata, supportati dalla costanza di un lavoro quotidiano in ima realtà che produca cultura». E' quanto Claudio Chetta si augura avvenga a livello nazionale. Anzi, quanto sogna. «Già: il nostro grande sogno è far conoscere e diffondere la nostra cultura nel mondo dice il consigliere del ministro per i Beni culturali . Per questo è di primaria importanza creare portali della cultura». E puntare su progetti come il Minerva (per realizzare una comune piattaforma europea di standard e linee guida per la digitalizzazione, per promuovere la comunicazione e la fruizione del patrimonio culturale e scientifico attraverso internet), o il portale nazionale multilingue, con mappe interattive e informazioni perii turismo. «Con investimenti annui tra i 200 e i 3OO milioni prosegue Chetta avremmo un incremento di affari con il turismo dai 3000 ai 5000 milioni».