MONZA LA LOMBARDIA è il secondo mercato europeo di arte moderna e contemporanea. Autentica, ma anche rubata o contraffatta. Ha i più importanti scali aeroportuali internazionali del Nord Italia, la frontiere con la Svizzera a due passi, e fior di aziende che nei loro bilanci sono disposte a mettere una tela di Fontana o una scultura di Arnaldo Pomodoro. Magari «preparata» appositamente in una fonderia artistica clandestina (per la prima volta ne sono state scoperte alcune a Milano). Lo ha spiegato ieri mattina al Teatrino di Corte della Villa Reale di Monza il capitano Andrea Ilari, comandante del Nucleo carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, presentando i dati dellattività effettuata dai suoi uomini lo scorso anno: 134 furti a chiese, enti pubblici, privati; 10.247 opere darte e beni culturali sequestrati fra reperti archeologici (6.090), pezzi dantiquariato (4.127), falsi (30). Si tratta soprattutto di dipinti, ebanisteria, sculture, oggetti sacri. I libri e i documenti storici (3.826), spesso trafugati ad Archivi di Stato ed ecclesiastici, sono quasi un capitolo a parte. «I ladri - avverte Ilari - sono capaci di strappare a una a una le pagine di un libro antico causando danni irreparabili e di venderle poi singolarmente». Valore complessivo di tutta la merce recuperata? Quasi 16 milioni di euro. E 59 sono state le persone denunciate, tutte o quasi pescate nel mondo dei mercanti darte e dei collezionisti senza scrupoli. «Spesso alla ricettazione di opere darte e reperti archeologici è connesso il riciclaggio di denaro sporco. La Lombardia è un ponte rispetto al cuore economico-finanziario della Comunità Europea - ha spiegato il capitano Ilari - che si riflette anche nellesportazione illecita di opere darte, è un crocevia con Russia, Tagikistan, Uzbekistan, Iran, Afghanistan. Ed è pure la terza regione dItalia per numero di furti messia segno, anche se per fortuna il loro numero è in diminuzione». Piano col cantare vittoria, però. Perché i meriti dei carabinieri sono innegabili, a cominciare dalla loro presenza fissa allinterno della Commissione Regionale che controlla le acquisizioni museali, andando a verificare la provenienza di ogni singola opera. Però. «Però conta anche la congiuntura economica» spiega. Traduzione: se ci sono meno soldi a disposizione, ci sono anche meno reati. INTANTO ieri mattina sono stati restituiti ai legittimi proprietari alcuni dipinti trafugati - valore complessivo 135mila euro - che sono stati ritrovati proprio di recente dai militari. Si tratta di tre dipinti a olio di età compresa fra il XVII e il XIX secolo che erano spariti addirittura 32 anni fa dalla Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone. E poi di uno dei 23 ritratti di benefattori dellospedale Fatebenefratelli di Milano rubati tre anni fa (l«Ignazio Vidiserti» di Carlo Picozzi).