Le sentenze del Tar sul Piano paesaggistico sono state finora spesso favorevoli alla Regione. Eppure anche in caso di vittoria i giudici non hanno mancato di tirare la giacchetta alla Giunta Soru. Quei richiami non sono rimasti inascoltati. Ieri l'assessore all'Urbanistica, Gian Valerio Sanna, lo ha ammesso nel presentare la nuova circolare che spiega cosa siano realmente i "beni identitari" tutelati dal Piano ed eviatare altre cattive interpretazioni da parte di alcuni comuni anche sul perimentro del centro storico. Giunta di Cagliari in testa. La polemica con la giunta comunale di centrodestra del sindaco Emilio Floris è sempre latente, la Regione non riesce ancora a scrollarsi di dosso il suo nemico numero uno. Insieme ai comuni galluresi, Cagliari è stato finora l'avversario più duro nella disputa giudiziaria sul Piano paesaggistico. L'ultimo caso è scoppiato nei giorni scorsi, quando l'Ufficio per l'edilizia privata di Cagliari ha revocato le licenze a due imprese indagate dalla procura della Repubblica per aver aperto i cantieri a meno di cento metri dai fortini del Colle di Bonaria. Fortini - ha detto l'assessore - che non sono "un bene identitario" ma uno di "quei beni ambientali, archeologici e storici vincolati dal Piano paesaggistico". Dunque - secondo l'assessore - le licenze non potevano comunque essere concesse e i funzionari del Comune (adesso anche loro tra i possibili indagati) hanno commesso un errore. Tirata la bordata al Comune-nemico, Sanna ha detto che la circolare era comunque necessaria: «In questi mesi, abbiamo assistito a cattive interpretazioni sull'individuazioni dei beni identitari da parte di alcune amministrazioni. Ad esempio ci sono state scelte oltranziste, mentre altre amministrazioni hanno interpretato il concetto d'identità secondo criteri generici non previsti». Ecco la necessità della circolare: chiarire, far capire, evitare quel libero arbitrio oggi frutto di un Piano forte (lo ha ribadito anche il Tar) nello scheletro, ma incerto nell'attuazione. «Alcuni beni identitari - ha detto Sanna - sono già indicati nella cartografia allegata al Piano e sono qualche migliaio. Altri possono e dovranno essere aggiunti, ma ai comuni chiediamo di non navigare più a vista: devono proporci le integrazioni e poi sarà l'Ufficio urbanistica ad accertare se gli stessi beni sono rispettosi di quei criteri oggettivi necessari perché siti o edifici siano qualificati come identitari». Resta il dubbio su quali siano i confini reali dell'identità, ma l'assessore s'è detto certo che "la circolare risolverà i dilemmi". E anche queste ultime parole sono state la conferma di quanto più volte è stato detto nei corridoi dell'assessorato all'Urbanistica dopo le vittorie ottenute nelle aule del Tar e cioè che "con adesso dobbiamo solo dialogare". La Regione non vuole più il pugno di ferro che ha scatenato conflitti e incomprensioni, la strategia è cambiata. Anche per la perimetrazione dei centri storici (altro punto dolente) gli enti locali troveranno nella circolare "nuovi chiarimenti - ha detto Sanna - su quale debba essere l'estensione dei quartieri". Per l'assessore questo è un altro passaggio importante: «Perché conferma - ha detto - la nostra volontà di tutelare quello che realmente merita di essere tutelato e, allo stesso tempo, ribadiamo il nostro no a chi vuol farci passare per gli affossatori dello sviluppo». E la circolare, infatti, dà il via libera ai progetti nelle aree di completamento urbanistico con la procedura dell'Intesa-sprint- sarà concessa in appena quindici giorni. Guarda caso, è ancora Cagliari a essere il territorio più interessato alla nuova apertura della Regione.