Lodissea di due turisti: "Ovunque cancelli sprangati" Molti i disagi nel parco archeologico di Siponto I servizi inesistenti: una serie di numeri telefonici muti -------------------------------------------------------------------------------- La Puglia dellarte inaccessibile. Nella terra dove la natura è colore - così recitava lo slogan coniato negli anni 80 dallassessorato regionale al Turismo - capita spesso di imbattersi in musei chiusi e siti archeologici impraticabili. Non ci sarebbe niente di nuovo, se non fosse che nella maggior parte dei casi si tratta di luoghi regolarmente pubblicizzati come aperti e fruibili. La scoperta è di due giovani appassionati di arte e archeologia, Eleonora Caffarella e Ettore Pirro, romana la prima e bolognese il secondo, che il 2, 3 e 4 gennaio scorsi sono andati alla scoperta dei tesori nascosti nei musei minori della Capitanata e del Nord Barese. Armati di pubblicazioni e di materiale reperito su vari siti Internet, si sono ritrovati a fare i conti con una realtà diversa da quella descritta. Di qui lidea di scrivere una guida ragionata, inviata alla stampa e a tutte le autorità del settore turistico e delle belle arti, per indicare tutto quello che non va. Si va da Canosa, dove per la visita ai siti archeologici di San Leucio e al Battistero di San Giovanni è necessario un colpo di fortuna, alla Cattedrale di Foggia, chiusa per restauro. Tutto il contrario di ciò che è scritto nella guida rossa del Touring club italiano. Ma non è lunica incongruenza. Ad Arpi Nova, il parco archeologico di Passo di Corvo è chiuso per lavori. Per visitare gli scavi nella parte antica di Arpi - si lamentano i due studiosi - «bisogna contattare la Soprintendenza, ma è stato impossibile rintracciare al telefono il responsabile». Già, il telefono. Croce, più che delizia, di chi vuole scoprire i tesori nascosti di Puglia. A Trinitapoli, sempre in Capitanata, per visitare gli ipogei e il museo civico bisogna prenotarsi ad un numero che risulta però sempre libero. Stessa storia a Vieste: ai numeri del museo civico "Michele Petrone" e del museo Malacologico non risponde mai nessuno. Lelenco prosegue con Bovino (museo civico "Carlo Gaetano Nicastro"); Margherita di Savoia (museo storico della Salina e pinacoteca comunale Francesco Galante Civera). Il discorso è più complesso per Mattinata. Qui i due turisti non per caso hanno scoperto una realtà totalmente differente da quella descritta nelle guide. «Il museo civico - raccontano - è chiuso da anni, mentre la collezione Sansone, visitata il 2 Gennaio ed esposta nellomonima farmacia in corso Matino 114, non corrisponde affatto alla descrizione fornita dai curatori della Guida Rossa del Touring 2005, nonostante avessimo precedentemente chiesto per via telefonica la conferma dei reperti esposti elencandoli in modo preciso e ad alta voce. Si tratta, invece, di tre pareti, allinterno dellesercizio commerciale con vetrine a muro piene di oggetti che potremmo definire di modernariato, in massima parte, ed in minima parte di pochi elementi archeologici assolutamente privi di cartellini descrittivi e di qualsiasi riferimento storico e geografico. Infine, una stele dauna esposta precariamente allinterno dellingresso commerciale, quasi fosse un cartello pubblicitario: davanti a quellorrore ci siamo sentiti veramente truffati». I disagi e i disguidi si sono verificati anche a Manfredonia, dove la basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto e la chiesa di San Leonardo di Siponto non risultano accessibili al pubblico. Nellelenco dei siti chiusi e inaccessibili sono finiti anche Monte SantAngelo, Lucera e Troia. Una mappa della disperazione, che non è un bel biglietto da visita agli occhi di chi arriva in Puglia per scoprire percorsi turistici minori e alternativi a quelli più famosi. Eppure per evitare le brutte sorprese basterebbe pochissimo. Sarebbe sufficiente istituire una rete del patrimonio storico, artistico e culturale. Qualcosa di simile allIstituto per i beni artistici, culturali e naturali creato nel 1974 dalla Regione Emilia Romagna per promuovere e valorizzare i tesori nascosti nelle città e nei centri minori. Lantidoto giusto contro le brutte sorprese. La soluzione più semplice - almeno in apparenza - per non rimediare figuracce.