"E stato fatto per aprire una strada di sicurezza, sarà tutto risistemato". Bigazzi è accusato di abusi edilizi -------------------------------------------------------------------------------- Sì, va bene, sbancamento e abbattimento di ulivi sono andati un po oltre le autorizzazioni. Sì, daccordo, non era concessa la palificata in cemento a contenimento della collina smozzicata. Ma sono ferite al paesaggio, provvisorie, fatte per solcare una strada per ambulanze e pompieri, oltre che per garantire la sicurezza degli operai nel cantiere. Giustifica in questo modo Mario Bigazzi, padrone di un pezzo di sanità fiorentina, la clinica a Villa Cherubini, la diagnostica e la riabilitazione di Prosperius, finito sotto inchiesta per abusi edilizi assieme al progettista e ai responsabili di due imprese che costruiscono «La Fontenuova», ledificio ai piedi di Fiesole dove si trasferiranno molte attività del medico-imprenditore. Mario Bigazzi ammette dunque difformità rispetto alle concessioni edilizie in essere, ma sostiene che parte delle irregolarità sono state nel frattempo autorizzate, sanate o fatte oggetto di accertamento di conformità da parte del Comune (lo sbancamento del sottosuolo per costruire i piani sotterranei, i movimenti di terra per il piazzale, i 40 centimetri in più delledificio in corrispondenza degli ascensori), mentre per quanto riguarda la palificata e la modifica dellandamento della scarpata, che evocano il deturpamento di un paesaggio sottoposto a vincolo, il professore promette che tutto sarà aggiustato e si aggiusterà, e che comunque sono interventi provvisori realizzati nellinteresse pubblico e per lincolumità dei lavori. In un incontro nel cantiere in via San Domenico, poco oltre piazza Edison, si presenta così il professore: paladino del bene comune contro tutto e tutti. Fin da quando, negli anni Settanta, portò a Firenze prima la pratica dei dosaggi ormonali e poi la Tac. «Mi turlupinavano, lordine dei medici mi mise sotto processo» racconta. «La Regione scriveva ad ogni paziente per diffidarlo a sottoporsi alla mia Tac, sostenendo che era inutile e pericolosa per le radiazioni, salvo poi inviarmi una lettere di scuse due anni dopo quando linventore della Tac prese il Nobel». Ingenuo, si descrive Bigazzi, quando nel 1991 crede alle suore inglesi Blue sister e si prende in affitto Villa Cherubini per farci la clinica con la promessa che entro quattro anni le religiose gli avrebbero venduto ledificio. Lui ci spende, ristruttura, imbelletta, ma le Blu sister tradiscono. Lo sfrattano. Oggi Bigazzi contrattacca chiedendo almeno 2,5 milioni di euro per i lavori di ristrutturazione della villa. «Speravo in una vecchiaia tranquilla, invece... Che dovevo fare? Lasciare che si perdessero cento posti di lavoro altamente qualificati?». No che non poteva, il professore. Eccolo quindi impegnato - così si descrive - in unaltra meritoria operazione: lacquisto nel 2005 del cantiere ai piedi di Fiesole, aperto dopo anni di stenti iniziati nel 1991, lentezze burocratiche che hanno fiaccato la proprietà impegnata nella realizzazione di una casa di riposo e ora in procinto di abbandonare a sé stesso il cemento già gettato. Bigazzi compra e amplia: diagnostica, terapia, riabilitazione, apparecchiature e strutture davanguardia, quattro sale operatorie con i 46 posti letto, 80 di medicina riabilitativa, la facciata che nostalgicamente evocherà Villa Cherubini, tanto verde, venti milioni di investimento. «Tutto senza aggiungere volumetrie in altezza» spiegano il professore e i suoi uomini. «I maggiori spazi sono stati ricavati nella parte sotterranea». La variante, presentata lestate scorsa, non contempla però lo sforamento dello sbancamento e palificata. «Le opere provvisorie hanno determinato una modifica dellandamento naturale della scarpata della collina - ammette la proprietà - ma riordineremo e rifaremo loliveto». Intanto però la procura contesta lesecuzione dei lavori «senza i necessari atti autorizzativi e con grave pregiudizio degli assetti idrogeologici e paesaggistici esistenti».