Lassessore regionale: "Attendo risposte da sindaco e ministro" "La sede attuale è pessima E io non ho mica proposto di metterlo alle Piagge" "Chi viene a Firenze non cerca il contemporaneo ma il Rinascimento" -------------------------------------------------------------------------------- Paolo Cocchi, avanti tutta. Ad una settimana dalla proposta di traslocare il David di Michelangelo dallAccademia al futuro Parco della Musica alla Stazione Leopolda, lassessore regionale alla cultura rilancia ancora più convinto la sua idea. Accoglie le critiche, replica al fronte del no di soprintendenti e storici dellarte, glissa sul silenzio del sindaco Domenici e del ministro Rutelli, riaccende le micce del dibattito soddisfatto dellaudience. «Il problema è governare i flussi turistici, decongestionare il centro - spiega Cocchi - La mia è una proposta concreta. Può essere sbagliata e forse lo è. Ma discutiamola, apriamo un confronto, approfondiamo il problema senza remore». E attacca: «A chi dice che il David ha ormai un allestimento e una collocazione storicizzata nella Tribuna dellAccademia, rispondo che la condizione espositiva in cui si trova è francamente pessima. E di certo si può migliorare. E daltra parte non era stato davvero concepito per stare dentro ad un museo. Il suo allestimento non è intoccabile e comunque discutiamone, soprattutto se questo risponde a precise funzioni della città, a come gestire i flussi turistici nel triangolo superaffollato del centro storico. Non ho proposto di portarlo in Maremma o alle Piagge, ho pensato la nuova casa del David nel cuore di un nuovo grande centro culturale della città, alla Leopolda». E a chi ha obiettato che la sua "provocazione" deve consentire di ripensare il contemporaneo, magari creando un nuovo polo nuovo di attrazione non certo spostando vecchi feticci dellantichità fuori dal centro, Cocchi risponde che «è giusto chiedersi perché insistere sempre sul Rinascimento, è vero che bisogna investire sullarte contemporanea, ed è quello che la Regione sta facendo. Ma i turisti vengono a Firenze per le sue icone, Firenze è già iconizzata. Chi viene in Grand Tour fin qui lo fa per vedere il David, non una mostra di artisti contemporanei». Se mai, aggiunge lassessore «può essere suggestivo vedere la contemporaneità che si esercita nel creare una nuova casa al David, per dargli una nuova collocazione ancora più godibile». Il dibattito solleva temi scottanti da approfondire, tocca limmobilità della città, tocca i sancta sanctorum dei capolavori inamovibili custoditi da secoli nei musei, e Cocchi rilancia lidea di ripensare e riorganizzare funzioni di vivibilità urbana in vista di un futuro che porterà qui sempre più turisti. «Voglio dare riposte concrete, organizzare un percorso che metta a fuoco decisioni graduali, coinvolgendo le migliori competenze della città e del paese. Io ho fatto la mia proposta di governo, un passo spericolato, ma spero che discutendone ci sia chi presenti una soluzione migliore della mia. Intanto aspetto riposte sia dal sindaco che dal ministro, sono pronto a sostenere e investire fondi per uno studio di fattibilità per spostare e ricollocare il David. Diciamo che ora si apre un percorso di confronto che consenta a tutti noi di chiarirci le idee prima di arrivare ad eventuali decisioni». E una nuova critica alla soluzione-Cocchi arriva da Ornella De Zordo di "Unaltracittà" che intravede dietro «le buone intenzioni» di spostare il David per decongestionare il centro storico «la volontà di favorire gli interessi dei poteri economici che insistono sullasse fieristico-espositivo che dalla Fortezza arriva alla Leopolda. Asse già sovraccarico di funzioni, traffico e caos, che andrebbe smantellato e spostato dai viali lungo le austostrade e le grandi vie di comunicazione».