Il generale Giovanni Nistri e alti ufficiali ospiti del Kiwanis club al Federico II Il traffico di opere d'arte illegalmente trafugate, modificate e poi piazzate sul mercato nero, in Italia è la seconda attività illecita dopo quella legata alle sostanze stupefacenti, come attestano i dati Unesco. Ma per contrastare questo fenomeno criminoso, è stata istituita nel 1969 la Struttura nazionale dell'Arma dei Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale italiano. Il comandante, generale di brigata Giovanni Nistri, ha parlato del "Ruolo dell'Arma dei Carabinieri nell'attività di tutela del patrimonio culturale italiano", nell'ambito di una conviviale del Kiwanis Club Ancona Nord, l'altra sera al ristorante Federico II. Ospiti del presidente Francesco Bravi, anche numerosi rappresentanti dell'Arma, della Guardia di Finanza, dell'Esercito Italiano. Presente anche il governatore eletto del Distretto Italia-San Marino Kiwanis Sergio Rossi. "La struttura opera direttamente sotto le direttive del ministero - ha detto il generale di fronte a un'attenta platea - per recuperare i beni culturali rubati, controllare i 6.000 siti archeologici, monitorare le attività commerciali, i cataloghi delle case d'asta e i siti Internet dedicati. Ci occupiamo della tutela del paesaggio, della cooperazione internazionale di polizia nonché di offrire un supporto specialistico alle operazioni di peace-keeping (in Iraq, missione "Antica Babilonia" e le missioni governative a Bagdad nel 2003)". In base ai dati forniti dal generale Nistri nel corso della conviviale del Kiwanis club, relativi ai beni culturali illecitamente sottratti, in Italia sono quasi 4 milioni gli oggetti descritti e 325.000 le immagini fornite, elemento questo necessario a coadiuvare le operazioni di ritrovamento. "Uno strumento fondamentale per il nostro lavoro è la banca dati - ha detto l'alto ufficiale dell'Arma - alimentata da tutte le forze dell'ordine e al servizio della cittadinanza, con software che garantiscono anche l'accesso alla sezione opere d'arte rubate. E' possibile anche scaricare un modulo (object-id) dove inserire i dati descrittivi del bene e una foto. Ogni oggetto culturale può essere mira di chi gravita nei canali dell'esportazione illecita. Le minacce più frequenti riguardano i furti di opere d'arte (da musei 1, da istituzioni pubbliche e private 8, da chiese 37 e da privati cittadini 54), gli scavi e le esportazioni clandestine, la falsificazione, le truffe e i danneggiamenti di beni culturali". L'attività dei carabinieri ha portato dal 1970 al 2007 al recupero di 373.000 beni culturali, di 750.000 oggetti archeologici e 250.000 falsi sequestrati. Nel triennio 2005-2007 sono state sequestrate 24.000 opere d'arte false (il 10 del totale), recuperati 18.500 beni numismatici (pari al 365 di quelli rubati) e 84.300 beni librari e archivistici recuperati (più del 1200 di quelli trafugati). "Il primo furto scoperto dall'Arma - conclude il generale Nistri - è stato quello del dipinto della "Madonna di Senigallia" di Piero Della Francesca e la "Flagellazione del Cristo", trafugati da Urbino. Le Marche sono internazionali, le opere d'arte e i beni culturali illecitamente sottratti sono finiti nei più importanti musei del mondo. Per interrompere il traffico e la razzia di opere d'arte, occorre rafforzare la cultura della legalità, sensibilizzare e coinvolgere la società perché i primi custodi del patrimonio culturale sono proprio i cittadini". Info su: www.carabinieri.it