UN LIBRO RACCONTA LE AGGRESSIONI AL PATRIMONIO SICILIANO, DAI DIPINTI ALLE CHIESE QUANDO LE TERMITI INVASERO IL DUOMO -------------------------------------------------------- Lo Steri, il Duomo di Monreale, il castello della Zisa, lAnnunziata di Antonello: cè un nemico che aggredisce i monumenti e le opere darte siciliani, temibile quanto il punteruolo rosso che annienta le palme. È un esercito di insetti che rode il loro legno. Tarli, termiti, coleotteri, punteruoli, insetti di pochi millimetri capaci di deturpare capolavori architettonici e pittorici. Il legno, tra i materiali più rappresentati nel patrimonio siciliano dei beni culturali, mostra una grande resistenza alla degradazione intrinseca. Solo agenti esterni come batteri, funghi e insetti possono incidere nella sua integrità, con conseguenti seri problemi estetico-artistici, funzionali e di conservazione. Se batteri e funghi per potere attivarsi nella distruzione del legno hanno bisogno generalmente di trovarsi in ambiente molto umido, gli insetti possono farlo in tutte le condizioni ambientali. Quelli potenzialmente pericolosi sono una cinquantina, di cui oltre metà appartengono ai coleotteri. Ecco quelli riscontrabili frequentemente in Sicilia. I Coleotteri Anobidi sono i famigerati "tarli del legno". Si tratta di piccoli insetti di colore brunastro che, da adulti non superano in genere i 7 millimetri. Allo stadio larvale praticano delle gallerie nel legno fino a non più di 3-4 centimetri di profondità. SEGUE A PAGINA X -------------------------------------------------------------------------------- Dipinti, libri, statue, altari, collezioni botaniche, ma anche tetti e pareti. I più importanti sono sorvegliati speciali, indagati, controllati di continuo, per evitare che diventino preda di insetti. Nello sterminato patrimonio siciliano dei beni culturali esiste anche una branca che deve preoccuparsi della difesa dagli insetti xilofagi. Numerosi e dannosi. Giovanni Liotta, docente di Entomologia agraria dellUniversità di Palermo, ne elenca una cinquantina, metà dei quali appartenenti ai coleotteri. Sfilano in rassegna gli insetti, gran divoratori di legno, carta, pelli, colla e cellulosa, in un libro a firma del docente realizzato in tandem da assessorato regionale ai Beni culturali, Soprintendenza e Laboratorio di entomologia urbana dellUniversità. «Agli insetti piacciono le opere darte, piacciono tanto che le cercano ovunque si trovino e, trovatele, vi si insediano, le apprezzano, se le mangiano, le usano e le fanno gustare alla loro prole», scrive nellintroduzione con un taglio estremamente semplice Liotta, quasi a voler rendere accessibile a tutti una materia ostica come questa. Il libro, pubblicato da Edimed, corredato di molte fotografie, fornisce anche un quadro dettagliato degli interventi e delle strategie da adottare per difendersi dagli insetti. Ed elenca anche casi celebri di infestazione come il tetto del duomo di Monreale e il palazzo Reale, infestati da colonie di termiti. Al duomo di Monreale, cui si riferiscono i rilievi dal 1978 al 1990, la faccenda era estremamente seria: le termiti avevano colonizzato tutto il tetto e grande è stata la sorpresa di tecnici ed operai nel rimuovere le tegole. Bastava la pressione di una mano per sfarinare lordito del telaio. Il killer del prezioso tetto era la temibile Reticuliternes lucifigus, che poteva contare su una colonia di molti milioni di insetti. E anche il celebre quadro di Antonello da Messina, lAnnunziata, rischiava grosso: il dipinto poggia su una tavoletta di legno, aggredita da alcuni insetti divoratori. Ma gli insetti onnivori dei beni culturali non vivono solo in biblioteche e paludati centri di cultura. Ce li abbiamo anche fra gli scaffali di casa nostra, nelle nostre librerie, dove albergano i Lepisma, più noti come "pesciolini dargento". Si cibano della cellulosa contenuta nella carta e saltano fuori quando si sposta un libro o quando il micio di casa rincorre una preda apparentemente inesistente. Per sconfiggerli è sufficiente aerare di continuo le librerie e spostare i libri. Più difficile stanare gli intrusi dei beni artistici. Le moderne tecniche prevedono prodotti chimici ad elevata azione insetticida, graduati in funzione dellinsetto tipo. Ma esistono anche tecnologie "dolci" come le microonde, che scaldano i tessuti a temperatura micidiali per larve e insetti. Ma vanno usate con grande accortezza perché possono danneggiare alcuni tessuti dei legni, come i nodi e le ispessità.