La Regione ha emanato integrazioni per applicare meglio gli indirizzi previsti nel Piano paesaggistico regionale (Ppr). In particolare vengono definiti i beni identitari (qualche migliaio in tutta l'Isola) ossia quelli individuati nella cartografia del Piano come meritevoli di tutela per la storia, la cultura e le tradizioni della Sardegna. Nella circolare vengono anche spiegati alcuni indirizzi applicativi per i centri storici e per le zone di espansione edilizia. E' stato lo stesso assessore regionale dell'Urbanistica, Gian Valerio Sanna, a presentare le integrazioni che - ha ammesso - vengono da "utili segnali di stimolo dalle recenti sentenze del Tar sul Ppr". "L'integrazione nasce dal rapporto quotidiano fra la Regione e le istituzioni locali - ha spiegato Sanna - e per superare le notevoli rigidità nell'applicazione del Ppr che è esattamente il contrario di quello che era il nostro obiettivo. Ossia non bloccare l'attività edilizia". Riguardo i beni identitari viene confermato il vincolo cautelativo di 100 metri che puà essere rimodulato e proporzionato dal Comune con il Puc o con la pianificazione con la Regione. I beni identitari non indicati nel Piano e nella sua cartografia non sono soggetti, invece, ad alcun vincolo tranne per quelli che vengono indicati successivamente dai Comuni. La nota esplicativa, inoltre, fa riferimento alla delimitazione del centro storico e alla espansione del contesto urbano in quelle zone C in contiguità con l'abitato già edificato. Infine vi è un sostanziale via libera agli interventi migliorativi di manutenzione ordinaria e straordinaria che non alterino la percezione visiva e l'armonia dei beni tutelati.