Domani l'incontro con il nuovo direttore. Il responsabile delle Rsu: «Siamo sotto organico e c'è carenza organizzativa, temiamo una riforma senza potenziare mezzi e persone» Entro marzo l'ente sarà sdoppiato. Il personale teme ripercussioni sulla mole di lavoro Lo "spezzatino" delle Soprintendenze imposto dalla riorganizzazione ministeriale di novembre rischia di mandare in tilt il sistema di tutela del patrimonio architettonico e artistico friulano, già provato dall'annosa carenza di personale e dal mancato turn-over dei tecnici. Il pericolo è che questo allunghi i tempi delle autorizzazioni e moltiplichi gli incartamenti per i progetti su edifici vincolati. A lanciare l'allarme, con un documento indirizzato al nuovo soprintendente ad interim Guglielmo Monti, sono alcuni dipendenti della sede udinese delle Belle arti, dove il direttore è atteso in visita per oggi. Giovedì i "ribelli" udinesi si confronteranno anche con i colleghi triestini sul "cahier des doleances" da sottoporre al nuovo direttore della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del Fvg, perché questa è la dizione esatta dell'ente (ma per semplicità gli addetti ai lavori lo chiamano "Soprintendenza mista"). Dietro questo nome coniato con abbondanza di lettere, si nascondono molte carenze, che, a detta dei dipendenti, rischiano di esplodere con la futura suddivisione: la Soprintendenza mista, infatti, si sdoppierà in due tronconi, uno per i beni architettonici e del paesaggio e uno per quelli storici e artistici. Come spiega Alberto Francois, delegato delle Rsu dell'ente udinese, «questa riorganizzazione dovrebbe essere attuata entro marzo. Temiamo che anche questa riforma venga fatta senza aumentare la dotazione di mezzi e personale. La sede udinese (che conta 48 dipendenti ndr) è già sotto-organico». La paura è che si ripeta quel che è accaduto nel 2002, quando la Soprintendenza, fino a quel momento "una", divenne "trina". «L'organico residuo della Soprintendenza "mista" del Fvg - si legge nel documento - è il risultato della sottrazione di personale, che, nel 2002, è andato a costituire la Direzione regionale e la Soprintendenza archeologica: la carenza di dipendenti discende dalla scelta di creare tre istituti a spese della unica, vecchia e funzionante Soprintendenza. Inoltre, un terzo del personale tecnico è andato in pensione o in aspettativa o in part-time. C'è una grave mancanza organizzativa e mancano riferimenti nel settore amministrativo per il succedersi di dirigenti ad interim, cinque negli ultimi tre anni (l'ultimo è stato Rezzi ndr). La continua perdita di organico ha portato gli uffici in uno stato di abbandono e di completa inefficienza. Questo crea disagi all'utenza e rende difficoltosa la tutela architettonica e insufficiente quella paesaggistica». In questo contesto, «la eventuale creazione di una nuova Soprintendenza ai beni storici e artistici senza adeguate dotazioni logistiche e di personale sarebbe insostenibile». Problemi che, assicura Francois, «porteremo all'esame del nuovo soprintendente. Il suo incarico, però, sarà brevissimo, dal 15 gennaio fino a marzo: non crediamo che riuscirà a darci delle risposte in così poco tempo».
VENETO - Soprintendenza a rischio paralisi
Domani il nuovo direttore della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del Friuli-Venezia Giulia (Soprintendenza mista) sarà in visita. I dipendenti della sede udinese, che sono stati invitati a presentarsi, temono ripercussioni sulla mole di lavoro e sulla tutela del patrimonio architettonico e artistico friulano. La Soprintendenza mista si sdoppierà entro marzo in due tronconi, uno per i beni architettonici e del paesaggio e uno per quelli storici e artistici.
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