L'ex-soprintendente del Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, ama affermare che «Firenze è un museo diffuso». Da qualche tempo la stessa definizione può essere riferita al «padre» di tutti i musei fiorentini: gli Uffizi. Stanno diventando un museo diffuso, ma non a Firenze, bensì in Italia e nel mondo. Purtroppo a lasciare il museo, se pur temporaneamente, non sono le opere custodite nel deposito, bensì quelle esposte in Galleria. Inoltre tra le opere oggetto di «trasferte», ci sono anche quei capolavori sui quali non tanto la legge, ma semplicemente il buon senso consiglierebbe di non muovere. A questa triste lista a fine estate sarà iscritta anche La Madonna del cardellino di Raffaello, che se ne andrà per circa un mese al Quirinale prima di tornare in galleria. Sarà un altro capitolo della cosiddetta «diplomazia dell'arte» che prevede l'affidamento ai nostri capolavori l'immagine dell'Italia all'estero, con potenziali ricadute ad ampio raggio. Se l'intento è condivisibile, la metodologia è sbagliata. Perché le opere d'arte - soprattutto su tavola - soffrono durante i trasferimenti. A dimostrarlo sono i dati raccolti durante i viaggi di andata e ritorno dell'Annunciazione di Leonardo da Vinci dello scorso anno. E come se non bastasse, nel nome della collaborazione tra Italia e Giappone, tra un mese verrà spedito nel paese del Sol Levante un altro capolavoro degli Uffizi, La Venere di Urbino di Tiziano. Lascerà il museo per la quinta volta negli ultimi 10 anni (!) per partecipare alla mostra «Mito e immagine di una dea dall'antichità al Rinascimento » nel Museo nazionale dell'arte occidentale di Tokyo, dal 3 marzo al 18 maggio 2008. E non basta. A Budapest si trovano attualmente in mostra varie opere provenienti della Galleria e altre partiranno nelle prossime settimane per diverse destinazioni. All'estero sono spediti costantemente gli autoritratti degli artisti di cui gli Uffizi detengono la più straordinaria collezione al mondo. É un segmento del museo invisibile ai turisti di Firenze, meno fortunati di quelli esteri che almeno a piccoli gruppi li vedono. E a proposito dei prestiti selvaggi di capolavori, tornano in mente le parole del sottosegretario Marcucci all'indomani della proposta di spostamento del David dalla Galleria dell'Accademia alla Leopolda. «...il Ministero dei Beni e delle Attività culturali deve far valere in primo luogo le ragioni della tutela, della salvaguardia e della sicurezza dell'opera d'arte». Se applicasse la regola anche in occasione dell'invio della Venere di Tiziano in Giappone forse sarebbe meglio...
Uffizi museo diffuso? Sì, all'estero
Antonio Paolucci, ex-soprintendente del Polo museale fiorentino, sostiene che gli Uffizi stanno diventando un museo diffuso, ma non a Firenze, bensì in Italia e nel mondo. Le opere esposte in Galleria sono state trasferite in altri musei, tra cui il Quirinale e il Museo nazionale dell'arte occidentale di Tokyo. Tra le opere trasferite ci sono capolavori come La Madonna del cardellino di Raffaello e La Venere di Urbino di Tiziano. I trasferimenti possono causare danni alle opere d'arte, come dimostrato dai dati raccolti durante il viaggio di andata e ritorno dell'Annunciazione di Leonardo da Vinci.
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