Piace a tutti, ma non all'ex ministro Carlo Giovanardi CONFEZIONI La grande installazione di un affermato artista contemporaneo in una piazza che l'Unesco ha decretato «patrimonio dell'umanità». Segni e concetti della Transavanguardia a contatto strettissimo con il romanico più puro. Da pochi giorni la Ghirlandina, il simbolo di Modena, la torre campanaria del Duomo di Lanfranco è coperta, cuspide esclusa, in tutto il perimetro, da 4 immensi teli di 64 metri di altezza e 14 di larghezza disegnati da Mimmo Paladino. In campo bianco, croci e segni geometrici forti e coloratissimi - gialli rossi, blu verdi e neri alternati a immagini in bianco e nero, come a bassorilievo di temi iconografici sacri medievali, cari all'artista beneventano, ma anche chiaramente riconducibili alle metopee ai bassorilievi della cattedrale che Dario Fo ha definito il "tempio degli uomini liberi". Mani che si chiudono ad anello a stringere calici, figurine zoomorfe da bestiario, teste umane e occhi, come scolpiti nella pietra, e che, per effetto di una illuminazione studiata ad hoc, di notte risalteranno. Ieri l'artista ha presenziato allo srotolamento degli ultimi teli, l'operazione era iniziata sabato mattina, e anche lui ha potuto vedere il suo lavoro dal vivo. Prima di giungere all'ultima versione altri progetti erano stati presentati all'amministrazione e ai cittadini. Mimmo Paladino, che all'ultima edizione del Festival Filosofia aveva dedicato una sua mostra proprio a Modena, e che nella città della Ghirlandina ha avuto il suo lancio nel firmamento dell'arte (la Transavanguardia inizia il suo cammino proprio nella Galleria di Emilio Mazzoli, tenuta a battesimo da Bonito Oliva), più e più volte a orari diversi e in diverse condizioni di luce, aveva girato attorno alla torre a coglierne la presenza nel contesto, in quel delicato concerto di figure, volumi e toni di colore. Nonostante la rivendicata autonomia dell'artista, il "vestito" della Ghirlandina è finito nelle polemiche accese dall'ex ministro Carlo Giovanardi, che si è detto favorevole a un nudo telo bianco o addirittura alla sola impalcatura. Già, perché tutta l'iniziativa parte da lì. La Ghirlandina è stata giudicata malata dagli esperti e si sarebbe comunque allestito un ponteggio sui quattro lati per un restauro importante destinato a durare due anni. Per ragioni di sicurezza il ponteggio andava protetto con dei teloni. Di qui l'idea dell'assessore alla Cultura Lugli, subito sposata dal Sindaco Pighi, di far decorare i teli, per la prima volta in Italia, da un artista contemporaneo. La scelta, affidata ad Angela Vettese direttrice della Galleria Civica, è caduta su Paladino che ha ripagato Modena, ha detto la nota critica d'arte, "dando tutto se stesso, da pittore e da scultore" . L'anima dell'installazione, l'ispirazione profonda, l'artista,per sua stessa dichiarazione, l'ha ricevuta dall'autore degli splendidi bassorilievi del Duomo:Wiligelmo. «il più grande scultore del passato e anche di oggi «Il più grande scultore del passato e anche di oggi, per me, - ha dichiarato - capace di universalità di linguaggio, espressione di spiritualità dell'uomo e spiritualità dell'arte. È l'anima di Wiligelmo che aleggia in questo mio lavoro ».
MODENA : Il vestito della Ghirlandina fa discutere Modena. Un telo con le opere di Palladino ricopre lo storico campanile
La torre campanaria del Duomo di Modena, la Ghirlandina, è stata coperta da 4 immensi teli di 64 metri di altezza e 14 di larghezza disegnati da Mimmo Paladino. L'artista ha presenziato allo srotolamento degli ultimi teli e ha dichiarato che l'ispirazione è stata ricevuta dall'autore degli splendidi bassorilievi del Duomo, Wiligelmo. La scelta dell'artista è stata apprezzata dall'amministrazione e dai cittadini, ma l'ex ministro Carlo Giovanardi ha espresso una forte opposizione all'iniziativa.
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