"Si potranno mostrare immagini forti, purché siano interpretate come negative". Le rassegne di Witkin e Saudek si spostano al Pac La Lega lo boccia, il Pd prevede unattività "sotto costante censura" Il primo cittadino lo richiama allordine. Lui dice: "Ho le mani libere" -------------------------------------------------------------------------------- Vittorio su tutta la linea. Quando esce da Palazzo Marino dopo unora di colloquio con il sindaco, Vittorio Sgarbi sorride largo: «Se sono ancora assessore? Non si vede?». Più tardi, enumera i successi della sua gestione, per rispondere a chi lo critica. Annuncia la sua candidatura alle prossime elezioni politiche con una lista sua, il Fronte della Libertà, alleata con il nuovo partito di Berlusconi. Si attribuisce il merito di aver fatto cadere il primo governo Prodi perché in Parlamento sollecitò il premier alla conta, e vagheggia per sé la carica di ministro ai Beni culturali. È uno Sgarbi rilassato ma la vigilia è stata tesa, con telefonate agitate per sondare il terreno e la preparazione di una articolata autodifesa - lo dice lui stesso - risultata superflua. Il tutto dopo che la settimana scorsa la Moratti aveva fatto pubblicamente capire che le ultime mostre programmate dallassessore alla cultura, con ripetuti soggetti di nudo troppo "estremi", erano fuori linea, e che la misura era colma. Tanto da far pensare a una revoca della delega a Sgarbi, in quei giorni in Sudamerica. La Moratti, riferisce il critico, era dellumore «di chi deve dire cose importanti e gravi» ma alla fine è andata bene. Le contestate mostre fotografiche di Joel Peter Witkin e Jan Saudek sono spostate dal Palazzo Reale di piazza Duomo al Pac di via Palestro (dal 27 o 28 febbraio «per due mesi e mezzo, più del previsto») e dotate di un apparato critico e didascalico che spieghi il percorso dellartista. Ad esempio mettendo in luce, di Witkin, il travaglio religioso. A sentire lui, Sgarbi non ha mai rischiato il posto. La Moratti aveva chiesto il mandato della giunta per la verifica di ieri ma nessun partito si è dannato per farlo saltare. Il sindaco parla di «richieste condivise dallassessore». Si possono «anche mostrare immagini forti» se indicate come «chiaramente negative», perché «il Comune non vuole vedere avvalorate né valorizzate immagini che possano avere risvolti negativi dal punto di vista sociale sulla città». Ovvero, ed ecco il punto, «immagini blasfeme e pedofile». Dunque, conclude la Moratti, «lassessore si è impegnato a cambiare la linea della politica culturale». Sgarbi, invece, parla di «totale autonomia e nessuna volontà del sindaco di interferire. Non sono stato dimesso. È vero anche che ho le mani libere, posso andarmene da solo». E ricorda di essere assessore politico ma in quota a se stesso, poiché rinunciò a una lista «che poteva dare fastidio a entrambi i candidati sindaci». È la vecchia cambiale che lo ha portato a Palazzo Marino. Con buoni risultati, assicura: nel 2007, 40 mostre con oltre 550.000 presenze (per quelle a pagamento), il 30 in più del 2006. E ora pensa a Leonardo, a 80 disegni di Van Gogh, a una mostra sui Longobardi per far contenta la Lega. Ma per il Carroccio, dice Matteo Salvini, «Sgarbi non è un assessore del centrodestra». In consiglio lo difende Paolo Massari (Fi): «Ha svolto un ottimo lavoro». Pierfrancesco Majorino (Pd) prevede un assessore «sotto censura». Il presidente del consiglio Manfredi Palmeri, assicura che lassessore sarà chiamato a riferire in aula. Sarà la sua 14esima presenza, è lassessore che in aula si è visto di meno.