L'intervento ufficiale che Francesco Rutelli, ministro per i beni e le attività culturali, ha fatto a San Vito per partecipare al convegno nazionale sulla montagna, sembra dare i primi effetti positivi. Tra il Comune e l'ufficio del ministro si è infatti aperto un dialogo di corrispondenza. Il sindaco Gianpietro De Vi-do aveva esposto a Rutelli la questione inerente l'asilo vecchio. L'edificio storico, ora completamente ristrutturato grazie ai lavori avviati con la precedente amministrazione nel 2001 e completati quest'anno in accordo con la Sovrintendenza di Venezia, è in attesa del collaudo. Poi sarà dichiarato utilizzabile. Fin qui nulla di anomalo. La questione che De Vido ha fatto presente a Rutelli è, infatti, meramente economica. «I lavori di ristrutturazione», dichiara il sindaco De Vido, «sono stati tutti a carico del Comune. Il costo dell'opera è stato di un milione e 85 mila euro, una somma molto elevata per il nostro bilancio. Soprattutto nell'interesse dei cittadini che siamo chiamati a rappresentare, abbiamo iniziato a chiedere dei contributi per ammortizzare parte della spesa investita. Con la Sovrintendenza è stata aperta una pratica per vedere di farci rimborsare il 30 del costo dei lavori. Dopo varie richieste integrative di documentazione, alle quali abbiamo sempre risposto, la nostra azione non ha avuto alcun esito. Pertanto ho deciso di sottoporre la questione al ministro Rutelli. E devo dire che già qualcosa si è mosso». «Nei giorni scorsi», prosegue il sindaco, «ho ricevuto una telefonata dalla segreteria del ministro: mi invitava, entro i primi giorni di febbraio, a svolgere il collaudo, che sarà effettuato dall'architetto Girardini della Sovrintendenza. Da Roma o da Venezia, grazie all'interessamento di Rutelli, San Vito dovrebbe recuperare il 30 della spesa». «Siamo da sempre consapevoli», sottolinea il primo cittadino, «del valore che ha l'asilo vecchio per il nostro paese. Dall'inizio del nostro mandato ci siamo impegnati a portare a termine i lavori di ristrutturazione. E abbiamo già un'idea definitiva su quali saranno gli occupanti dello stabile. Un piano sarà dedicato agli uffici turistici dello Iat e del Consorzio Alto Cadore, alcune stanze saranno concesse alle varie associazioni di volontariato di cui San Vito è ricca, infine due ampi spazi saranno occupati da due strutture culturali: il museo archeologico e quello etnografico. Le spese da sostenere», conclude De Vido, «non sono quindi terminate con l'opera di ristrutturazione. Abbiamo infatti iniziato ad arredare i locali e in questa ottica le parti che verranno occupate dai musei sono molto costose. Recuperare una parte di denaro spesa per ristrutturare uno stabile storico, quindi, è già un buon punto di partenza per il nuovo intervento che ci stiamo affrettando a intaprendere».