L'Italia? «Non è solo cattive notizie», sottolinea soddisfatto il ministro della cultura Francesco Rutelli. Stupefacente per grandiosità e bellezza, ecco il Vaso d'Eufronio, che gli americani hanno appena restituito. Troneggia inestimabile nel fastoso salone dell'Avvocatura, dove è arrivato protetto da una cassa turchese. Rutelli, che è insieme con l'ex ministro Rocco Buttiglione e l'Avvocato dello Stato Oscar Fiumara, sorride: «Una grandissima vittoria», dice. «Una volta tanto parliamo delle cose buone che il nostro Paese sa fare». Strappato nel 1971 da una tomba di Greppe Sant'Angelo, una frazione di Cerveteri, alle porte di Roma, il grande Cratere restituito dal Metropolitan Museum di New York, fa notare Rutelli, è ritenuto unanimemente «l'opera più importante» fra le pochissime che ci sono rimaste, ventisette in tutto, del grande maestro greco del V secolo a.C. Di più, l'unica veramente integra, ovvero restaurata, certo, ma senza lacune. Le splendide figure rosse che lo decorano raccontano la morte di Sarpedonte, l'eroe figlio di Zeus e Laodamia, che combatteva come alleato di Priamo nella Guerra di Troia. La sua restituzione, fa notare il ministro, segna una «giornata storica», un «grande successo», raddoppiato dalla notizia, ugualmente di ieri, dell'accordo finalmente siglato negli Usa con la collezionista privata Shelby White, che ha deciso di restituire all'Italia dieci capolavori dell'antichità, tra cui, incredibile, un altro Vaso di Eufronio, seppure più piccolo di quello festeggiato. Successo della diplomazia culturale, fanno notare entrambi i ministri, quello in carica e l'ex, ma anche della collaborazione fra le istituzioni del paese e la continuità di azione dei governi. «Grande motivo d'orgoglio per l'Italia», fa notare Rutelli, «che è veramente la prima al mondo in questa battaglia», sostenuta dall'abilità del corpo specializzato dei carabinieri dei Beni culturali, dice, e da quella dei magistrati e dell'avvocatura dello Stato. Tant'è, lo strepitoso vaso è qui. Non sarà più necessario arrivare fino in America per ammirarlo, da oggi sarà al Quirinale, al posto d'onore nella rassegna dei "Nostoi, i capolavori ritrovati". E presto si potranno ammirare anche i vasi restituiti dalla collezione White Levi. Un doppio successo «che segna la storia», fa notare Rutelli. Che aumenta il prestigio dell'Italia, tanto che sono «moltissimi», dice, i paesi che vengono a chiedere consigli per come condurre le loro battaglie, in prima fila l'Egitto, con il quale si farà un accordo martedì. Ma anche una nuova spallata al traffico di opere d'arte. Il mondo comincia a capire, nota Buttiglione, che ricorda quanto sia stato importante l'idea di concedere prestiti di prestigio a chi restituisce. E non è finita: nuovi contatti sono aperti con il Nord Europa e l'Estremo Oriente, ricorda Rutelli. E forse già «a fine mese», annuncia, tornerà qualcos'altro. Di più il ministro non dice. Ma è un'acquisizione, precisa, «alla quale stiamo lavorando da mesi».
II Vaso d'Eufronio è tornato a casa
Il ministro della cultura Francesco Rutelli ha espresso soddisfazione per la restituzione del Vaso d'Eufronio, un capolavoro greco del V secolo a.C., che gli americani hanno restituito all'Italia. Il vaso, che era stato strappato nel 1971 da una tomba di Cerveteri, è stato restituito al Metropolitan Museum di New York e poi trasferito al Quirinale, dove sarà esposto nella rassegna dei "Nostoi, i capolavori ritrovati". La restituzione segna una giornata storica e un grande successo per l'Italia, che è la prima nazione a vincere una battaglia contro il traffico di opere d'arte.
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