Le sue più strette collaboratrici, Graziella Cirri e Marta Bezzini, la chiamano simpaticamente «Nostra Signora degli Inventari». Maria Sframeli è alla direzione dell'Ufficio Ricerche della soprintendenza fiorentina, fondato nel 1970 da Evelina Borea e guidato poi da Silvia Meloni. È alla sempre disponibile e paziente Maria Sframeli che studiosi da tutto il mondo si rivolgono per avere informazioni sull'ingente patrimonio museale (e non solo) di Firenze grazie una completa documentazione storica e iconografica delle opere d'arte delle Gallerie. Più di un anno fa - era la fine di settembre 2006 - l'allora soprintendente Paolucci prima di andare in pensione presentò il progetto di digitalizzazione e fruizione on line di questo materiale. Qualche mese più tardi, il nuovo soprintendente, Cristina Acidini, annunciò che il primo inventario - quello del 1890 (il più consistente del Polo Museale Fiorentino, annovera circa 11mila voci) - era on line. Ieri mattina, nella Biblioteca Magliabechiana, è stato presentato l'aggiornamento di questo ambizioso progetto coordinato dalla stressa Sframeli con la collaborazione di Filippo Fineschi che ha curato la realizzazione informatica. Da oggi gli studiosi di tutto il mondo hanno a disposizione su Internet altri 5 inventari: quello della Galleria Palatina, redatto nel 1912, descrive e documenta l'allestimento delle opere pittoriche (887 fra dipinti e miniature); quello delle sculture, redatto nel 1914, descrive e raccoglie ben 1755 voci relative alle sculture, la maggior parte delle quali è esposta nei musei statali fiorentini; delle gemme, redatto nel 1921, annovera 2744 pezzi tra vasi in pietre dure, gioielli, cammei e intagli, prevalentemente custoditi presso il Museo degli Argenti; delle 95 robbiane del Bargello, comprendenti opere autografe di Luca, Andrea e Giovanni Della Robbia e numerosi esemplari realizzati nella loro bottega; della Collezione Martelli, in tutto 2156 pezzi, registra tutte le opere (quadri, sculture, mobili, monete, medaglie, fotografie, disegni, oggetti vari e matrici) della collezione della famiglia Martelli, acquisita recentemente dallo Stato. Come si può già sperimentare in rete, ad ogni opera inventariata corrisponde una scheda user friendly, cioè di facile consultazione, dove sono annotate numerose informazioni (titolo, soggetto, autore, data e collocazione dell'opera, indicazioni dei restauri, dei passaggi di collocazione, delle mostre cui ha partecipato) e annessa una fotografia che più essere ingrandita per motivi di studio. Tutte queste informazioni permettono di fare ricerche avanzate, davvero molto utili per chi fa ricerca. Come ha detto Maria Sframeli, si tratta di «lavori aperti, infiniti, perennemente in divenire perché si modificano ogni giorno, ma che danno subito dei frutti, come ad esempio nuove attribuzioni di opere discusse o nuove individuazioni. Perché ad esempio - ha proseguito - riattribuire a un'opera un numero di inventario che le era stato dato tanto tempo prima, significa restituirle la storia». Senza contare che, con questa lodevole e virtuosa iniziativa, sono state fatte anche delle scoperte inattese, come una serie di cammei custoditi nel deposito del Museo degli Argenti, mai mostrati dal 1921 e ritenuti opere di secondaria importanza. Invece tra essi sono stati rintracciati perfino degli intagli molto antichi e assolutamente di valore. Il delicato lavoro di digitalizzazione è solo all'inizio perché on line per il momento si trovano meno di 20mila delle 300mila opere (tra cui ben 140mila disegni e stampe) costituenti il patrimonio del Polo Museale Fiorentino. Queste sono catalogate in circa 55 inventari (29 sono solo quelli del Bargello) di cui solo 6 sono disponibili in rete. Parallelamente Maria Sframeli e il suo staff - comprendente anche la fidatissima Simona Pasquinucci - hanno messo on line gli indici delle filze dell'archivio storico delle gallerie fiorentine dal 1738 al 1940; inoltre è stato dato il via anche alla catalogazione (indipendentemente che si trattai di opere musealizzate o meno) le cui prime 17094 schede sono già disponibili. Altri progetti di catalogazione e fruizione on line riguardano il patrimonio del Gabinetto Fotografico della soprintendenza (che possiede oltre 560mila negativi fotografici) e le Corali di San Marco, disponibili dalla fine di marzo. In totale si tratta di progetti che negli ultimi due anni hanno comportato un investimento di circa 210mila euro. Durante la mattina è stato presentato anche il nuovo portale del Polo museale (www.polomuseale.firenze. it) attraverso cui sarà possibile anche acquistare i biglietti per i musei; nel 2007 i contatti del portale sono stati 614.757, per 4.175.743 pagine web visitate. Poco più del 50 per cento dei «visitatori» sono stati italiani e quasi il 10 per cento americani. Infine una curiosità: al portale i cibernauti ci arrivano, attraverso i motori di ricerca, soprattutto digitando la parola «Uffizi»; e ciò accade anche nell'1,1 per cento dei casi che, sbagliando, scrivono «Uffizzi» con due zeta.