Le categorie: incontro urgente per realizzarne uno più snello e operativo È stato definitivamente spento ieri il portale Italia.it: con un annuncio tra il necrologio e la semplice nota informativa, il capo dipartimento per l'innovazione tecnologica, Ciro Esposito, ha annunciato ufficialmente la chiusura di quello che doveva essere, stando alle dichiarazioni del vicepremier Francesco Rutelli, proprio un anno fa alla Bit, la vetrina promozionale del prodotto turistico italiano nel mondo. «Nell'ottobre scorso», ricorda Esposito, «il ministro per i beni culturali con delega al turismo, Francesco Rutelli, disse che il portale non era più funzionale. Noi, di conseguenza, abbiamo deciso di procedere a un momento di ripensamento. Il contratto che era stato siglato con una società di cui l'Ibm era la capofila aveva validità fino al 31 dicembre. Abbiamo attivato così le procedure di chiusura, che si sono di fatto concluse in questi giorni. Ora si dovrà decidere come procedere. In particolare, si dovrà individuare quali saranno gli attori operativi e poi attrezzarsi, se lo si vuole, per allestire in tempi brevi un portale funzionale, con un'adeguata interazione con la domanda turistica on-line». In merito ai soldi fino a oggi spesi per questa operazione, Ciro Esposito precisa che «dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, in due anni e mezzo ne sono stati spesi circa 7, utilizzati essenzialmente per la costruzione e la gestione delle prime pagine attivate. Questo significa che ci sono praticamente tutte le risorse economiche necessarie per riprendere il lavoro, identificare i nuovi attori operativi e soprattutto scegliere la strada di un nuovo bando di gara oppure affidare la fase progettuale e gestionale con altre procedure». In una nota, il vicepremier Rutelli ricorda che le responsabilità «per l'inefficacia della soluzione tecnologica e l'incongruità dei finanziamenti» sono da attribuire al precedente governo, mentre ora «l'Enit sta preparando un più aggiornato, efficiente e razionale portale turistico». Sul fatto che non vanno gettati al vento il lavoro svolto e l'idea stessa del portale è pienamente convinto Claudio Albonetti, presidente Assoturismo. «Purtroppo, l'affossamento del progetto è una cattiva notizia, ma credo che debbano prevalere il buon senso e l'urgenza di dotarsi di un portale che possa supportare il brand Italia. Sono favorevole a uno strumento web promo-commerciale, che dia a tutte le pmi turistiche italiane la stessa chance di visibilità e di vendibilità. Vedrei ottimale l'affidamento della gestione di un nuovo portale all'Enit». «L'annuncio della chiusura del portale Italia.it», dice a sua volta Bernabò Bocca, presidente di Confturismo-Confcommercio, «è l'ennesima conferma che i tempi della politica non sono quelli delle imprese. Al di là delle responsabilità oggettive che hanno fatto purtroppo fallire una simile iniziativa, da noi sempre sostenuta per l'ovvia operatività che avrebbe avuto, bisogna che stato, regioni, Enit e imprese si riuniscano urgentemente attorno a un tavolo, per capire quali soluzioni reali e alternative esistano al momento».