Il sarcofago porta 110mila visitatori a stagione, la soluzione provvisoria (da 12 anni) non regge più Maria Pia Bertolucci «Si può abbattere l'ala dell'ufficio pacchi delle Poste per recuperare lo spazio necessario» -------------------------------------------------------------------------------- LUCCA. Il primo passo sarebbe abbattere l'ex ufficio pacchi, affacciato su piazza Antelminelli, fra le Poste centrali e l'oratorio di San Giuseppe. Poi si dovrebbe ampliare il museo della Cattadrale: una nuova stanza, ampia, a piano terra, per Ilaria del Carretto. La sede definitiva, fuori dal duomo, per il monumento funebre di Jacopo della Quercia. Maria Pia Bertolucci, vicepresidente della cooperativa Idea che gestisce il Museo della Cattedeale e quello di San Giovanni è certa: una collocazione del genere farebbe la fortuna del monumento e di Lucca, come città d'arte. Non solo. Da presidente nazionale del CTG - il Centro turistico giovanile - Maria Pia Bertolucci sostiene che questa operazione rappresenterebbe il modo per (ri)lanciare il museo della Cattedrale e offrirebbe al turismo dei pellegrini un motivo in più per far di Lucca una tappa obbligata. Bertolucci sa bene che lo spostamento di Ilaria del Carretto è un argomento scottante. E che la proposta di trasferirla dalla cattedrale all'oratorio di San Giuseppe potrebbe suscitare opposizioni pesanti. Per sostenerla, però, cita alcune cifre: dal 1992 al dicembre 1995 - nei primi anni di attività e di gestione della cooperativa Idea - fra il Museo della cattedrale e il museo della chiesa di S. Giovanni ci sono stati circa 40mila visitatori l'anno. A partire dal dicembre del 1995, quando in questo circuito museale viene inserito anche il monumento funebre di Jacopo della Quercia, i visitatori registrano un'impennata. Il primo anno, le presenze schizzano a 120mila, poi nel tempo si assestano intorno a 105-110mila l'anno: quattro-cinque volte tante quelle dei musei nazionali di palazzo Mansi e Villa Guinigi (attestati sui 20-25mila l'anno). Spostando Ilaria del Carretto dalla sede «provvisoria» della sagrestia del duomo all'oratorio queste cifre potrebbero ancora aumentare. Perché ritiene che il sarcofago di Ilaria debba essere spostato dalla cattedrale? «Perché l'attuale collocazione doveva essere provvisoria. Quando nel 1995 il transetto del duomo venne dichiarato pericolante, il monumento funebre fu spostato nella sagrestia di San Martino: fu a quel punto che io proposi di inserire la visita a Ilaria del Carretto a pagamento nel circuito dei musei della Cattedrale, anche se la nuova sistemazione doveva essere, appunto, temporanea. Ma questa provvisorietà dura da oltre 12 anni. Sarebbe, comunque, un errore trasferire di nuovo il sarcofago nel transetto una volta ultimato il restauro, anche se non sappiamo quanto i lavori dureranno ancora». Ma perché una nuova collocazione? «Perché credo che nel museo della cattedrale, all'interno dell'oratorio di San Giuseppe, potrebbe avere maggiore visibilità, attirare più turisti. Ai quali potremmo dare una doppia opportunità: acquistare solo un biglietto ridotto per vedere Ilaria del Carretto oppure un biglietto intero per visitare tutto il museo. La presenza di questo monumento nell'oratorio di San Giuseppe potrebbe diventare davvero un traino importante per il museo della cattedrale, il cui scopo non è solo quello di conservare oggetti di arte sacra, ma anche di far crescere la consapevolezza culturale dei turisti e dei lucchesi in ugual misura. Mi spiego meglio: la presenza del monumento potrebbe servire ad aumentare i visitatori al museo della Cattedrale, che è un museo religioso che deve parlare alla gente. Spiegando il significato di una pianeta o di un calice, gli oggetti che si vedono regolarmente quando si va alla messa». Come fa ad essere sicura che la presenza del sarcofago di Jacopo Della Quercia funzioni da traino per il museo della Cattedrale? «Perché lo dicono le cifre. È stato proprio questo monumento, dal dicembre del 1995 in poi, a consentire ai musei di San Giovanni e della Cattedrale di restare aperti e di garantire lavoro fisso a una quindicina di persone tutto l'anno, e a 23-24 nei mesi di alta stagione. Da quando c'è Ilaria del Carretto nel circuito museale gestito dalla cooperativa Idea e affidato, per iniziative didattiche e sociali, al volontariato della cooperativa Terzo Millennio, l'alta stagione per i visitatori è da aprile a ottobre, mentre prima era di tre mesi soltanto. Non a caso, anche nell'ultimo anno abbiamo registrato incassi da biglietteria per 256mila euro (a parte ci sono quelli di gadget e bookstore) che ci consentono di pagare gli stipendi, le bollette. Di pagare tutti i conti e di fornire un servizio ai turisti». Qualcuno, però, potrebbe obiettare che Ilaria del Carretto è sempre stata nella cattedrale. «Il monumento c'è stato per lunghi periodi, ma non è nato per stare in San Martino. Al di là di questo dobbiamo fare due considerazioni: il sarcofago di Jacopo della Quercia poco ha a che fare con il culto e quindi non è obbligatorio che stia nel duomo. Inoltre, se venisse di nuovo trasferito nel transetto di San Martino diventerebbe molto complicato distinguere fra l'accesso gratuito alla cattedrale (per la visita) e l'accesso a pagamento al monumento. Si è potuto fare in sagrestia perché, almeno, c'è una porta; ma nel transetto la gestione diventerebbe impossibile». Che cosa propone? «L'idea è di metterla nell'oratorio di San Giuseppe. Non in una stanza esistente, ma in un locale, ampio, da realizzare ex novo al piano terra, in modo che sia facilmente accessibile a tutti, anziani e disabili compresi. Per realizzare questo progetto, però, bisognerebbe partire da un'operazione complessiva: si dovrebbe demolire l'ex ufficio pacchi delle Poste (visto che il servizio è stato trasferito fuori dalle Mura), dovrebbe, perciò essere riaperto l'antico percorso da piazza Antelminelli e la Cura, che passava fra le Poste e l'oratorio. Il volume demolito potrebbe essere trasferito all'oratorio per creare un ampio locale dove collocare in via definitiva Ilaria del Carretto». Ma l'edificio è di proprietà delle Poste. La spa è d'accordo? «Per portare avanti un'operazione del genere è necessario un coinvolgimento di tutte le istituzioni, dall'ente Museo della Cattedrale (con un consiglio di una dozzina di persone nominate dal vescovo), a Comune, Provincia, Curia, Soprintendenza, Apt e Poste spa». Pensa che questa proposta sia la soluzione migliore per Ilaria del Carretto? «Penso che questa sia una buona proposta, avanzata da chi si occupa in modo pratico della gestione del museo. È una proposta migliore dello spostamento nella chiesa di S. Giovanni, dove non ci sono spazi. Ma non è detto che sia la migliore in assoluto. Però questa potrebbe essere l'occasione, finalmente, per confrontarci e creare un gruppo di persone che guarda in prospettiva e capisce le difficoltà di gestire la cattedrale con Ilaria del Carretto in questa posizione. Credo, in sostanza, che da qui si debba partire per valorizzare la città sia come città d'arte sia come tappa del turismo che si crea con il pellegrinaggio religioso da creare lungo la Francigena».