-------------------------------------------------------------------------------- Caro direttore, nella guerra di Capodimonte che il Madre, il museo che dirigo, si trova costretto a subire si apre un fronte nuovo. Sembra che la mostra della discordia, quella dirottata, non sarebbe più quella di Struth, bensì quella di Manzoni. Addirittura Spinosa dice di aver firmato un contratto con unorganizzazione privata e con il critico Germano Celant per la produzione da parte della sua Soprintendenza di unesposizione che si è invece poi tenuta con grande successo al Museo Madre nella primavera del 2007. Il fatto che non si sia inaugurata nei possedimenti di Spinosa sarebbe dipeso dalla contrarietà del presidente Bassolino, il quale avrebbe negato a Spinosa i finanziamenti necessari per proseguire nellimpresa. Finanziamenti, però, concessi inopinatamente al Madre. Tutta la controreplica alle risposte mie e di Thomas Struth, in merito alle gratuite offese indirizzate dal soprintendente al sottoscritto e allartista nei giorni precedenti, è ora dirottata su unaltra mostra, ma sembra avere un chiaro e unico obiettivo: i fondi regionali. È sport recentemente molto praticato gettare sulle spalle di Bassolino ogni responsabilità. Io però in tutta onestà posso solo dire che nel novembre del 2005 incontrai Germano Celant allinaugurazione della collezione storica del nostro museo. Fu in quelloccasione che mi parlò del suo progetto di una grande retrospettiva di Piero Manzoni e che fui io a proporgli di studiarla per gli spazi del terzo piano del Madre, allora ancora in via di costruzione. Firmai un contratto con Celant almeno un anno dopo, ottenute dal critico genovese una serie di documentazioni che illustravano in ogni dettaglio il piano scientifico della mostra, per quanto riguardava i prestiti e i contributi del catalogo. La domanda che sorge spontanea è questa: che tipo di contratto firmò Spinosa, a sentir lui avvenuto prima del mio primo incontro con Celant e dunque sicuramente più di un anno prima che Celant fosse in grado di presentare un progetto scientifico della mostra. Mi chiedo: senza un progetto scientifico (che significa una lista completa delle opere con indicazione di prestatori e valori assicurativi) perché Spinosa chiese, se chiese, 1 milione e non 2 milioni o 500 mila euro? Che fa Spinosa, chiede soldi a casaccio? Non sembri troppo complicato il mio ragionamento. È un modo per argomentare meglio il concetto da me già espresso nella precedente risposta a Spinosa: le mostre di arte contemporanea sono una cosa seria, non sono raccolte di figurine che ci si scambia per strada o che ci si ruba a vicenda. Infine, i fondi europei. Credo che Spinosa debba rassegnarsi: cè anche il Madre tra i soggetti destinatari di risorse europee e mi auguro che lo saremo sempre di più, perché la Commissione europea - e non solo Bassolino o Di Lello - ci ha giudicati con plauso e perché, in visita al nostro museo un anno fa, lallora commissario per le infrastrutture, signora Hubner, ha voluto lasciare per iscritto i suoi complimenti. LEuropa ci considera un esempio di progettazione e di realizzazione. E noi lavoriamo per confermare questo giudizio che onora noi e onora Napoli e la Campania. Comunque si rassicuri il nostro soprintendente. Non conosco le cifre dei finanziamenti europei, ma sono certo che, se le guardiamo da vicino, quelle ricevute dalla sua soprintendenza nellultimo triennio ridicolizzano gli sforzi compiuti dalla Regione Campania per il Madre. Noi non ce ne lamentiamo, ma non capiamo perché se ne lamenti Spinosa. Il Madre è un museo di proprietà della Regione Campania, la quale ha tutto linteresse di valorizzare un suo bene, cioè un bene dei cittadini campani. I musei nazionali, gestiti da Spinosa, hanno alle spalle lo Stato, la Regione, il Comune, la Provincia, fondazioni bancarie, banche e molti sponsor privati. Il Madre non ha altri finanziamenti se non quelli erogati dalla Regione Campania. Dà così fastidio un bel museo nuovo nel centro storico di Napoli con una ricca, articolata (e a quanto pare invidiata) programmazione, che, nonostante lestrema specializzazione della sua offerta culturale, è visitato mediamente ogni settimana da circa 1500 persone?
NAPOLI - A chi fa paura il Madre
Il direttore del Museo Madre di Napoli, in risposta a una lettera del soprintendente Spinosa, afferma di aver firmato un contratto con il critico Germano Celant per la produzione di una mostra di Piero Manzoni. Tuttavia, Spinosa afferma di aver firmato un contratto con un'organizzazione privata e con Celant per la produzione della mostra. Il direttore del Madre sostiene che il contratto con Celant fu firmato prima dell'incontro con Spinosa e che non ci fu alcun progetto scientifico per la mostra. Chiede di sapere se Spinosa chiese 1 milione o 500 mila euro per la mostra.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo