"Meglio una politica che tende a conservare piuttosto che spendere i beni primari" L'artista Pericoli replica a Giacobetti sul tema spinoso della cementificazione Di recente il sindaco Massimiliano Giacobetti, aveva invitato il pittore Tullio Pericoli, collese, a prendere parte a riunioni dove si sarebbe discusso e deciso circa il piano di fabbricazione che, un comitato ha da tempo definito di "cementificazione della collina". Un comitato cui hanno aderito notevoli personalità artistiche, politiche e ambientaliste. Pericoli ha risposto all'invito del sindaco, ribadendo quei principi che aveva già espresso in forma esplicita. Nella lettera non vuole entrare nel merito tecnico, sottolineando però il valore ambientalista di un luogo che... non è più! "Caro sindaco, - inizia la lettera - non avendo potuto partecipare alla riunione dell'11 gennaio scorso, a cui lei mi ha invitato per discutere sulla realizzazione di alcuni edifici nel comune di Colli, le invio questa breve lettera in cui tento di sintetizzare il mio pensiero sull'argomento. Naturalmente non entrerò nei dettagli delle costruzioni, non sono in grado di farlo perché sono partito dal mio paese da tanti anni e vivo troppo lontano per poter conoscere i particolari di questo problema". "Quello che so però è che, ogni volta che torno da quelle parti, e capita ormai abbastanza spesso, passando lungo la valle del Tronto, non posso non girare lo sguardo verso la mia collina e non notarne le trasformazioni e le deformazioni che ha subito. La chiesa di Santa Felicita, vista dalla valle, si erge ormai su un formicolio di case che una mano capiente e capricciosa sembra abbia gettato casualmente sul dorso della collina. A me sarebbe piaciuto di più, passando di lì, poter dire: quello è il mio paese, lì sono nato e indicare un luogo ancora a forma di paese, non solo nel suo piano regolatore, ma anche nella sua forma di paesaggio. Non un insieme di case aggregate casualmente, progettate casualmente e altrettanto casualmente distribuite". "Nel convegno che si è tenuto a Colli il 12 dicembre scorso - prosegue Pericoli - ebbi l'occasione di toccare questi argomenti, soffermandomi sull'idea di come il paesaggio in cui nasciamo e viviamo ci contenga e conservi le tracce della nostra storia e del nostro passato. E il nostro passato è in diretto contatto con il nostro futuro, come una lunga catena di cui oggi ci spetta la responsabilità di un anello. Il nostro anello. E in questo momento siamo tutti responsabili, e lei particolarmente, di come questo anello congiungerà il passato con il futuro". "Caro sindaco, io non so quanto abbiano bisogno i suoi concittadini delle strutture che lei vuole realizzare. Ma credo che in questo momento - conclude Tullio Pericoli - sia più importante una politica che tende a conservare, piuttosto che a spendere i beni che le sono stati affidati al momento della sua elezione. Tra questi beni sono primari, secondo me, la forma, la terra e il verde della nostra collina".