PISTOIA. Rischio di moltiplicare i contenziosi fra Comune coi cittadini ma anche pesanti ripercussioni sul bilancio comunale. Queste le possibili conseguenze, se venisse annullate le concessioni edilizie rilasciate in regime di salvaguardia. «L'amministrazione ha previsto di ripianare il deficit di bilancio incassando 5 milioni e mezzo di euro dagli oneri di urbanizzazione - fanno notare An, Forza Italia, Verdi e Udc - E c'è da rilevare che buona parte di questa cifra prevista, 2,7 milioni, andrebbero per la parte corrente della spesa, cioé in prevalenza per gli stipendi dei dipendenti comunali. Tutto ciò danneggerebbe non solo il bilancio dell'ente, ma anche la comunità pistoiese». Un altro punto che le minoranze vogliono mettere a fuoco e quello che riguarda le stesse ammissioni dell'architetto Cervellati, estensore del Piano per il centro storico e degli uffici comunali. Cervellati ammonisce che il piano si rapporti al regolamento urbanistico e a tutto il territorio comunale. Dal canto loro gli uffici comunali, accogliendo in parte l'osservazione dell'Ordine degli architetti, scrivono «il Piano si pone in modo coerente e coordinato con la sua parte attuativa, il regolamento urbanistico in corso di definizione». «Non approveremo mai un piano che si rapporta a un regolamento che non c'è e non conosciamo», dicono Bartolomei e gli altri. (f.a.) ----------------------------------- «Ma le varianti sull'esistente si possono fare». L'assessore Ginanni difende l'operato dell'amministrazione PISTOIA. Durante la discussione in consiglio comunale del piano della città storica, l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni ha affrontato la questione procedurale del regime di salvaguardia su cui la stessa Regione Toscana ha richiamato l'attenzione, osservando che il piano strutturale è stato approvato più di tre anni fa ed il Comune non ha ancora il regolamento urbanistico. L'assessore ha però ricordato che la legge regionale 591980 non esclude la pianificazione in regime di salvaguardia ma la limita a varianti brevi fra le quali le varianti d'intervento sul patrimonio edilizio esistente. Il piano della città storica è tornato in consiglio comunale per l'approvazione definitiva. Lo strumento urbanistico, opera dell'architetto Pierluigi Cervellati e dei suoi collaboratori, è stato adottato nell'ottobre 2006. Nel frattempo sono state presentate 38 osservazioni con cui privati cittadini, enti, ordini professionali, associazioni hanno chiesto di correggere o di perfezionare il piano. Le osservazioni sono tuttora all'esame della seconda commissione consiliare insieme alle risposte formulate dagli uffici. L'argomento nel suo complesso è stato portato all'attenzione dell'aula dall'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni, che ha svolto una relazione introduttiva sulla quale nella prossima seduta si aprirà il dibattito consiliare. «Il centro storico - ha detto l'assessore richiamando il piano strutturale - va mantenuto funzionale in quanto opera d'arte collettiva, che ha funzioni fisiche e simboliche ed è luogo di vita e di rappresentazione di idee». Il piano si occupa della città racchiusa nella cinta muraria rielaborata in epoca medicea. I suoi obiettivi fondamentali sono la riqualificazione delle piazze, l'implementazione della sosta a vantaggio dei residenti e delle attività compatibili, la realizzazione di parcheggi anche interrati. E' un piano più dei luoghi, che esprimono appartenenza, che degli spazi, che esprimono relazioni quantitative. Il progettista ha assunto come punto di arrivo la città degli anni precedenti alla seconda guerra mondiale, quando ancora gli edifici si costruivano con procedure di antica data ed erano visibili gli orti urbani. Fra le funzioni è stata privilegiata la residenza con i servizi complementari, come il commercio, ma non quello massificato, da "store". Le osservazioni hanno segnalato la mancanza di un circostanziato piano delle funzioni ed è stato sollevato il tema della contemporaneità. Si è poi osservato che non viene incentivata la presenza delle attività artigianali. Quanto alle funzioni, l'assessore ha fatto notare che la città si museifica proprio con una previsione rigida di funzioni ammesse. Il piano privilegia una lettura tipologica (edifici religiosi, modulari, case torre, palazzi, palazzetti,ecc.) che è preliminare alla scelta di funzioni compatibili.
PISTOIA - URBANISTICA: L'incasso sugli oneri sarà un flop
Il Comune di Pistoia sta discutendo del piano della città storica, che è stato approvato nel 2006. Il piano è stato presentato in consiglio comunale per l'approvazione definitiva, ma è stato criticato per la mancanza di un regolamento urbanistico e per le varianti che potrebbero essere apportate. Le minoranze hanno sollevato diverse osservazioni, tra cui la mancanza di un piano delle funzioni e la mancanza di incentivazione per le attività artigianali. L'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni ha difeso l'operato dell'amministrazione, sostenendo che il piano è stato approvato con la legge regionale 591980 e che le varianti sono limitate a brevi modifiche.
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