«Abbiamo superato il numero di visitatori record che fu registrato in occasione della grande mostra su Caravaggio. Finora a Capodimonte sono venute più di settantamila persone (74.842, per la precisione; e pensiamo di arrivare a 80mila) a vedere "Omaggio a Capodimonte - Da Caravaggio a Picasso", la mostra-omaggio per il cinquantenario del museo, che chiude domani». È più che soddisfatto Nicola Spinosa, soprintendente per il Polo museale napoletano, nel rimarcare i risultati raggiunti dal Museo diretto da Mariella Utili, in occasione della inaugurazione della mostra fotografica di Olivo Barbieri: si parla di risultati, di bilancio, ma anche del fitto programma di iniziative: per «Omaggio a Capodimonte», la mostra del cinquantennio, ci sono state anche sollecitazioni per una proroga, ma i prestiti hanno i loro tempi di scadenza, le opere devono tornare alla base, e intanto il calendario della Reggia-Museo deve andare avanti nel solco di una programmazione che arriva al 2010. «Quando anch'io andrò in pensione», annuncia il soprintendente, anticipando il progetto di una nuova mostra sul '600 «rivisitato con occhi contemporanei». Ci racconti, oltre i dati, la «sua» Capodimonte tra luci e ombre: non solo sede museale di grande prestigio, ma anche sito scarsamente servito dalle infrastrutture. «Ho più volte sollecitato la necessità assoluta di collegare il Museo al resto della città; spesso ho sentito parlare di una funicolare da piazza Cavour, di una stazione della nuova metropolitana: sarebbero importantissime, ma è da un po' che non ne ho più notizie. E il nostro sito resta difficoltoso da raggiungere: oltre tutto, collegare il Museo alla città con un trasporto su ferro significherebbe alleviare i problemi di spostamento non solo di chi è interessato a venire ad ammirare i nostri capolavori ma anche quelli di tantissima gente che abita in questa zona». E poi la sicurezza, i problemi di gestione sempre all'ordine del giorno per le scarse risorse finanziarie. Come superare tutte queste difficoltà? «Il Museo di Capodimonte è un faro di luce continua in questa città ciclicamente attraversata da emergenze. Dalle quali per fortuna riesce sempre a venir fuori grazie anche alla sua forte cifra culturale, artistica, storica. Per Napoli si alternano momenti difficili, di crisi, ad altri di splendore, noi speriamo di contribuire a fare in modo che i secondi abbiano sempre più stabilmente la meglio sui primi, la città - per il ruolo che ha avuto e ha nella storia, nell'arte, nella cultura tout court merita di non attraversare più fasi così complesse e negative come l'attuale». Soprintendente, lei fa capire che, nel suo piccolo, Capodimonte è pronto a svolgere un ruolo trainante. «Un ruolo che abbiamo sempre esercitato. E continueremo a farlo: ora inauguriamo questo ciclo di tre mostre sotto il segno di altrettanti grandi fotografi. Il primo è Olivo Barbieri, cui seguirà Craige Horsfield, che a sua volta passerà il testimone a Mimmo Jodice. Tre letture affidate ad un artista italiano, ad uno straniero e ad uno napoletano, ai quali abbiamo chiesto di rappresentare, documentare uno sguardo su Capodimonte e da Capodimonte su Napoli, dentro il Museo e dalla nostra Pinacoteca sulla città. Operazione che io trovo estremamente stimolante, di cui torneremo a parlare in altra occasione». I programmi di Capodimonte, ovviamente, non si fermano qui. Cos'altro è in cantiere? «Una grande mostra su "Salvator Rosa tra mito e magia" (dal 18 aprile) e, dall'11 dello stesso mese, "Il fumetto al Museo". A seguire, in autunno, in collaborazione con gli "Incontri internazionali d'Arte di Graziella Buontempo", una mostra dedicata a Luigi Ontani. Seguirà una esposizione di sculture pensata proprio per Capodimonte di Louise Bourgeois, che contrassegnerà il percorso di avvicinamento all'ingresso con le sue opere e ornerà il grande cortile con il suo celebre ragno». E poi? «Finalmente, il grande Gemito avrà una esposizione tutta per lui a Villa Pignatelli. Ma siamo già nel 2009, l'inaugurazione avverrà a dicembre di quest'anno. Il grande scultore che definire napoletano è riduttivo meritava una esposizione di alto livello, ci pensavo da anni, finalmente ci siamo riusciti». Progetti per il 2009? «In primavera, una mostra di arazzi di William Kentridge, in collaborazione con Lia Rumma; due mostre di foto, la prima di Candida Hofer, che lavorerà su Capodimonte e su Napoli (ma con un altro sguardo dopo i tre di quest'anno), la seconda di Luciano D'Alessandro, che merita una grande esposizione; una mostra sul '900 a Napoli, a Sant'Elmo, non solo arti visive ma anche cinema, teatro, musica». Infine? «È il 2010. E io andrò in pensione. A conlcusione di questa mia straordinaria esperienza di vita, ho in mente una nuova mostra sul '600 napoletano, secolo importantissimo nella storia della città. Ma avrà un occhio diverso rispetto alla grande mostra sulla civiltà del '600 (ottobre 1984), recuperando un sacco di altre informazioni nel frattempo venute a nostra conoscenza».
CAMPANIA - Spinosa: Capodimonte riparte dal '600
Il Museo di Capodimonte di Napoli ha raggiunto un numero record di visitatori per la mostra "Omaggio a Capodimonte - Da Caravaggio a Picasso", con oltre 74.000 persone. Il soprintendente Nicola Spinosa è soddisfatto dei risultati e annuncia un fitto programma di iniziative per il futuro, tra cui una mostra sul '600 rivisitato con occhi contemporanei. Tuttavia, il museo affronta problemi di infrastrutture e collegamento con la città, come la mancanza di una funicolare o una stazione della metropolitana. Spinosa sostiene che il museo è un faro di luce continua per la città e che si spera di contribuire a fare in modo che i momenti difficili siano sempre superati dai momenti di splendore.
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