Il direttore aveva posto le sue condizioni per restare e potrebbe essere accontentato Il cda: "Più poteri al Maestro? Decide Di Benedetto" ----------------------------------------------------------- Daniel Oren lo aveva detto chiaro e tondo dalle pagine di Repubblica: "Se dal consiglio damministrazione della Fondazione Carlo Felice non arriverà un segnale forte sul mio ruolo, mi dimetterò da direttore principale". Il segnale è arrivato, ma proprio forte non è. Il consiglio, nelle due ore di riunione di ieri, ha risposto allultimatum del maestro israeliano. Oren si avvicina ad ottenere il potere che pretende, quello di dettare la linea artistica del programma lirico attraverso il ruolo di direttore musicale. La partita però non è ancora chiusa. Perché il compito di "esaminare e approfondire le modalità dellaffidamento dellincarico" spetterà, oltre che al nuovo direttore artistico Cristina Ferrari, al Sovrintendente Gennaro Di Benedetto. Ovvero colui che più ha dimostrato di non gradire Oren e lampliamento delle sue responsabilità. Almeno fino ad oggi. Sono state proprio le stoccate del maestro a infiammare linizio della riunione. Non sono andate giù ovviamente al Sovrintendente, ma neppure ai membri del cda. Con il passare dei minuti latmosfera si è fatta più rilassata, fino al diplomatico verdetto finale, trascritto in un comunicato stampa. Quello che adesso è il personaggio chiave della vicenda, Di Benedetto, aspetta a fare la sua mossa e prende tempo: "Non voglio fare dichiarazioni, non voglio peggiorare né migliorare una situazione che al momento è estremamente delicata". Oren, invece, canta già vittoria: "Sono contento per questo segnale. prendo atto della volontà del cda di avviare il rilancio del teatro. Cosa mi aspetto da Di Benedetto? Semplicemente che agisca come ha stabilito il consiglio. Se tutto andrà bene, io e Cristina Ferrari formeremo una equipe, in modo da poter sottoporre al più presto un programma al Sovrintendente. Il Carlo Felice deve cambiare, così comè oggi non ha senso di esistere. Ho moltissime idee in testa, realizzabili anche a costi contenuti. Penso, per esempio ad opere realizzate per i bambini". La battaglia Oren-Di Benedetto sembra, dunque, in fase di stallo. Decisivo a questo punto sarà lincontro che, per forza di cose, dovrà avvenire fra i due. Se i poteri di Oren cresceranno, come è nelle intenzioni del cda, il ruolo di Sovrintendente sarà ridimensionato. Ma soprattutto dovranno imparare a collaborare due personalità da sempre contro. Ad essere soddisfatta è Marta Vincenzi, che del cda è presidente: "il Consiglio - si legge nel comunicato - cercherà di collegare il teatro a istituzioni come il Premio Paganini e il Polo artistico del Mediterraneo, oltre a integrare lattività del Teatro allinterno delle iniziative della Fondazione per la Cultura di Tursi e della Regione". Il messaggio, dunque, è quello che un po tutti chiedono a gran voce: rilanciare il Carlo Felice e dargli visibilità a livello nazionale. Soddisfatti anche i sindacati, che hanno sempre manifestato il loro attaccamento a Oren, anche se la prudenza impedisce di sbilanciarsi. "Apprezzo latto del Sovrintendente e del Consiglio - dice Nicola Lo Gerfo, segretario Fials, il gruppo più vicino al maestro - lauspicio dei lavoratori è che si metta in pratica quanto è stato dichiarato. Ma rimango diffidente, voglio vedere come andranno le cose nella pratica". Dello stesso avviso Patrizia Avellani, Cgil: "Siamo ottimisti. Se davvero Oren diventerà direttore musicale, e soprattutto se crescerà lintegrazione con la città, siamo a una svolta radicale per il Carlo Felice e per Genova. Non è possibile che a livello nazionale si parli più di teatri come Bologna e Torino". Nella riunione di ieri si è parlato anche di salari. Il cda ha proposto alle parti sindacali un incontro per parlare della legge del 29 dicembre, che ha permesso di sbloccare le trattative e ha portato allanticipo delle retribuzioni: "Ma gli anticipi mi lasciano perplessa", continua Patrizia Avellani: "come per tutti i tipi di contratti, dovremo incontrarci per discutere". Oggi pomeriggio va in scena lultima della Manon Lescaut, lopera che con il forfait del direttore Riccardo Frizza ha permesso lexploit di Oren, costringendo di fatto la Fondazione ha cambiare rotta. Un giorno di pausa, prima di tornare a giocarsi il futuro del Carlo Felice. ------------------------------------------------------- IL DIRETTORE: con Genova rapporto speciale ma ora arriva la resa dei conti Daniel Oren è oggi il Direttore Principale del Carlo Felice, dopo avere diretto lOpera di Roma, il Teatro Verdi a Trieste (dove è stato nominato anche direttore musicale, ruolo ben più importate che ambisce a ricoprire anche sotto la Lanterna) e il San Carlo di Napoli. Conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, Oren dirige nei maggiori teatri italiani e ha stretto forti collaborazioni anche allestero. Ha da sempre un rapporto speciale con lorchestra di Genova, cosa che non si può dire nei confronti di Gennaro Di Benedetto. Lultimatum pubblicato da Repubblica è lultimo e più deciso attacco del maestro israeliano al Sovrintendente. ----------------------------------------------------------- IL SOVRINTENDENTE. Coi sindacati scontri infiniti e il suo potere si è ridotto Gennaro Di Benedetto è il Sovrintendente del Carlo Felice. Nel 2006 è stato riconfermato nel suo ruolo, dopo aver sfiorato la direzione del Maggio Fiorentino. Con i sindacati ha un rapporto difficile, peggiorato soprattutto nellultimo anno. Secondo lorchestra il Sovrintendente non è allaltezza del suo compito, mentre Di Benedetto ha sempre accusato di non poter disporre di un bilancio sufficiente per allestire un programma allaltezza di una grande teatro lirico. La Vincenzi, presidente del cda della Fondazione, dopo Capodanno ha imposto Cristina Ferrari come direttore artistico, limitando così i poteri del Sovrintendente.