Terzo volume dedicato allarchitettura della città cinquecentesca con unindagine fotografica nel cuore del Centro storico Dettagli e prospettive: i palazzi mai visti così Il libro "Genova Patrimonio dellUmanità" edito da Electa con immagini di Migliorisi e interventi digitali di Carrozzini Al centro le 42 dimore per i signori dellepoca Commenti storici e artistici curati da Rossini e Boccardo Gli edifici emergono dal labirinto della casbah nei colori negati dal tempo e dal gioco delle ombre sulla città Prospettive ariose, dettagli architettonici mai veduti, almeno di questi tempi. E probabilmente neppure quando le dimore patrizie vennero edificate, per poi finire - in gloria - nei Rolli genovesi, oggi patrimonio dellumanità dellUnesco. Un lavoro a più mani offre a questi palazzi un originale rassegna di facciate, timpani, portali, cornicioni, arredi e decorazioni, nel volume Genova Patrimonio dellUmanità di Piero Migliorini alle foto, Gianfranco Carrozzini alla ricomposizione digitale, Piero Boccardo e Giorgio Rossini ai testi. Emergono dal labirinto della casbah, su sfondo nero, come case di bambole, nei colori che il tempo e il gioco delle ombre sulla città nega: a sfogliare questo portfolio si osserva Genova dal punto di vista privilegiato di chi ha di fronte un ritratto, o un paesaggio, originale, unico. È il terzo capitolo di un ciclo dedicato allarchitettura della Genova cinquecentesca, unindagine fotografica dei prospetti del centro antico nei quarantadue palazzi che il Senato della Serenissima ordinò nel 1576 in un elenco (il Rollo, o Ruolo) a disposizione del governo per ospitare, graduando limportanza, il personaggio di rango in visita, di passaggio, in missione, quali sedi alternative a Palazzo Ducale, dovendosi provvedere a importanti lavori di ristrutturazione dello stesso. O probabilmente per accollare qualche onere in più alle ricche famiglie di aristocratici mercanti. Le caratteristiche architettoniche e abitative decretavano la suddivisione nelle quattro categorie distinte in una gerarchia che andava dai sovrani fino a "signori di minor qualità". Il primo Rollo raccoglieva le dimore adatte "per Cardinali et Prencipi grandi non dipendenti ò feudatarij et per li vicerè di Napoli et Sicilia et per li Governatori di Milano"; nel secondo quelle "per altri Prencipi inferiori et per Ambasciatori di Papi, Imperatori et Regi ò di altri che piacerà al Serenissimo Stato"; nel terzo quelle che furono definite adeguate "per lalloggiamento di altri signori di minor qualità"; e infine, nellultimo elenco, quelle "case cherano in laltro bussolo ma hora tralasciate per esser troppo piccole". Il volume è dunque articolato in un apparato di commento storico, a opera di Giorgio Rossini, soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio della Liguria ("I Palazzi dei Rolli. Luci e ombre") e Piero Boccardo, storico dellarte e direttore dei Musei di Strada Nuova ("Le buone case che sono ne la città per dovere alloggiar Principi et altri signori"), corredo dello spettacolare apparato di immagini: isolati dal contesto urbano, dalla città circostante (quindi dal traffico, dalle sregolatezze della metropoli antropizzata), i Palazzi dei Rolli sfilano in una sorta di passerella, eleganti (un po rigidi, certo: del resto sono case, non modelle), autenticamente diversi. «Grazie alle moderne tecnologie di ripresa - sottolinea leditore - le immagini di Piero Migliorisi che il volume propone consentono la lettura delle facciate in un solo colpo docchio; una visione impossibile nella realtà a causa dellassetto urbano caratteristico del tempo, in cui gli edifici si stringevano luno addosso allaltro lasciando pochissimo spazio alle strade. Questa esclusiva raccolta di fotografie rivela un ritratto di Genova antica e nuova allo stesso tempo. Il progetto di questo particolare volume è maturata in conseguenza alla decisione dellUnesco di includere quarantadue palazzi dei Rolli nella lista del Patrimonio dellUmanità».
GENOVA . Lo splendore dei Rolli come case di bambole
Il libro "Genova Patrimonio dellUmanità" è un'indagine fotografica sulle 42 dimore dei signori genovesi del Cinquecento, con immagini di Piero Migliorisi e interventi digitali di Gianfranco Carrozzini. Il volume è curato da Rossini e Boccardo e offre una rassegna di facciate, timpani, portali, cornicioni, arredi e decorazioni dei palazzi. Gli edifici emergono dal labirinto della casbah, su sfondo nero, e sono presentati in una sorta di passerella, eleganti e autenticamente diversi. Le immagini consentono la lettura delle facciate in un solo colpo d'occhio, grazie alle moderne tecnologie di ripresa.
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