Botta e risposta tra Cicelyn e Spinosa nel giorno in cui in via Settembrini si apre lesposizione del fotografo tedesco Il direttore del museo: "Non abbiamo scippato la retrospettiva". Il soprintendente rilancia: "Successe anche con Piero Manzoni" -------------------------------------------------------------------------------- La mostra della discordia si inaugura con le parole del direttore del Madre: «Ci sarà comunque una festa per linaugurazione della prima retrospettiva che un museo italiano dedica a Struth, grande artista tedesco». Ma i veleni restano, anzi. Cicelyn, che dirige il palazzo Donnaregina, annuncia che ricorrerà alle vie legali se il soprintendente Spinosa «non scriverà una lettera di scuse». Nel gelido auditorium del museo di Capodimonte venerdì sera il soprintendente, inaugurando la personale di Olivo Barbieri dedicata al cinquantenario del museo, aveva tirato una stoccata alla mostra di Struth, famoso soprattutto per le sue foto di musei pieni di visitatori. «Volevamo farla noi. E anche la mostra di Piero Manzoni (ospitata anche quella in via Settembrini). Ma sono state dirottate al Madre». Pronta la risposta di Cicelyn: «Le mostre non sono aeroplanini. Cè dietro molto lavoro e meriterebbero più rispetto. Unaffermazione come quella di Spinosa, se presa alla lettera, getta ombre sinistre sulle dinamiche culturali della nostra città. Un grande artista tedesco avrebbe progettato con Spinosa una mostra nel più importante museo di Napoli, ma qualcuno gli avrebbe consigliato (per usare un eufemismo) di trasferire la sua opera in un altro spazio pubblico, cioè il Madre. Tra laltro appropriandosi del lavoro intellettuale di altri, perché sembra di capire che la mostra fosse già stata pensata e organizzata (altrimenti che senso avrebbe parlare di una mostra dirottata). Dunque Struth è stato concusso o semplicemente corrotto? Ci sarebbe da ridere, se Spinosa non fosse una persona autorevole, da prendere estremamente sul serio». Spinosa rilancia e cita un altro esempio, la mostra di Piero Manzoni. «Andai dal presidente della Regione Bassolino e gli dissi che per farla a Capodimonte serviva un milione di euro. Lui rispose: preferisco che si faccia al Madre. Ma il curatore, Germano Celant, aveva scelto Capodimonte. Cicelyn lo domandi a Bassolino, oppure al dottor Roberto Casiraghi, della società di servizi Revolution di Torino, che rimborsò a Celant 750 euro serviti per siglare il contratto per la mostra da un notaio». Cicelyn risponde limitandosi al "caso Struth": «Lartista è qui, chiedetelo a lui se abbiamo scippato la sua mostra a qualcun altro». Infatti lunica domanda che viene posta durante la conferenza stampa convocata ieri pomeriggio per offrire ai giornalisti una preview della retrospettiva al Madre, è proprio incentrata sulla polemica. Primogenitura di Capodimonte: qual è la versione del fotografo tedesco? «Il Madre mi ha contattato nel 2005 per questa mostra - dice Struth - e a questo scopo ho visitato gli spazi del museo a febbraio 2006. Non ho mai lavorato nel museo di Capodimonte. Però lanno scorso ho ricevuto una e-mail da loro nella quale cerano informazioni insufficienti su quello che volevano che facessi. Risposi che ero impegnato. Ci sono molti motivi che possono indurre un artista ad accettare linvito a fare una mostra. Il momento della carriera in cui è (quindici anni fa, quando mi interessava il lavoro sui musei, non avrei esitato ad accettare); ma anche il contesto culturale, lispirazione data dallo spazio, il feeling che si crea. Il Madre è un museo meraviglioso, dove ho sentito che mi valorizzavano e tutelavano debitamente il mio lavoro». «In questa città - sottolinea Spinosa - il sistema del contemporaneo ha avuto nel Madre una realtà con grandi risorse e investimenti. Larte antica ne ha risentito». Distribuzione non equa di fondi per la cultura in Campania, accuse già formulate in passato dal soprintendente: la bilancia penderebbe un po troppo dalla parte del Madre. «Dipendiamo dal ministero - dice Spinosa - ma non è che una parte della struttura pubblica, di cui fanno parte anche Comune, Provincia e Regione. I fondi della Comunità europea vengono erogati allente Regione, che deve investirli per le strutture che operano in campo culturale in modo qualificato e da molto tempo. Sono scelte dolorose per chi fa politica, ma la cultura non è al servizio della politica, casomai viceversa». Il direttore del Madre fa rapidamente i conti: «Circolano molte leggende sui fondi concessi al nostro museo. So che per la Finanziaria 2008 il Madre avrà un capitolo di 5 milioni di euro. Che bastano solo a tenerlo aperto. Soltanto di elettricità paghiamo 20 mila euro al mese. Da giugno 2005 a oggi - prosegue Cicelyn - abbiamo prodotto 20 mostre, tutte di assoluta importanza. Non so ancora quanto sia costata quella di Struth. Ma una mostra così non dovrebbe essere pagata meno di 300 mila euro, promozione (necessaria) esclusa. Non capisco il rancore di Spinosa. Per fare una mostra in più a Capodimonte dobbiamo forse chiudere il Madre?». Certamente risponde no chi pensa che questo è comunque un momento felice per la fotografia a Napoli. Struth è un grande e si vede al Madre, ma Capodimonte non è da meno, con Olivo Barbieri, protagonista del raffinato progetto di Cristiana Colli.