Tanto cemento, tante proteste. Pare non tiri aria buona sull'accordo di programma del Comune di Fermo per l'area di San Michele approvato recentemente dalla Provincia. I piccoli proprietari di San Michele, una trentina, se il Comune non dovesse recedere dalle sue intenzioni pare siano intenzionati a ricorrere al Tribunale amministrativo regionale dove far pesare le loro ragioni. Nessun coinvolgimento delle parti in quello che più che un accordo di programma, secondo sempre le critiche, sarebbe stato un progetto proprio del Comune e basta. Si tratta di nuove costruzioni destinate all'edilizia residenziale e commerciale in una collina di San Michele, quella proprio davanti a Lido di Fermo (area secondo altri invece da destinare più alla ricettività turistica: più lavoro, più economia). Quello che più spaventa i piccoli proprietari di San Michele è oggi la quantità di cemento prevista: 100 mila metri cubi, si dice. Che vuol dire? Un paragone lo si può fare con la vicina Lido Tre Archi che di metri cubi ne ha 300 mila. Quindi a San Michele ne sarebbero destinati quanto un terzo. Costruzioni che andrebbero a collocarsi, sempre secondo chi oggi è pronto a dare battaglia, almeno su un 70 per cento di zona collinare finora completamente vergine. Dopo il via libera della Provincia ora l'accordo di programma deve passare al vaglio del Consiglio comunale con almeno il 90 per cento dei piccoli proprietari di lotti su tutte le furie, che puntano il dito contro il Comune e contro la presunta speculazioni urbanistica di cui, con tale accordo, si starebbe gettando le basi. La volontà, dicevamo, è quella di ricorrere al Tar, bisogna vedere ora se lo scontro si trasferirà anche sui tavoli politici. R.RT.