È rientrato in Italia due giorni fa e ora è presentato ufficialmente nella sede dell'Avvocatura generale dello Stato dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, dall'avvocato generale dello Stato, Oscar Fiumara, e dall'ex titolare di via del Colegio romano, Rocco Buttiglione. Il cratere di Euphronios è il vaso più famoso del mondo, la «Gioconda» delle ceramiche antiche. Dopo una trattativa durata 33 anni ritorna in Italia, restituito dal Metropolitan Museum di New York. Da oggi sarà esposto al Quirinale nella mostra «Nostoi. Capolavori ritrovati». In cambio, l'Italia ha offerto in prestito per quattro anni tre vasi importanti del 500 avanti Cristo. La prima notizia del cratere risale al 20 febbraio del 1973, quando il Tg della sera annunciò che il Metropolitan esponeva un prezioso vaso greco del VI secolo. Ufficialmente, era stato venduto per 600 milioni da Robert Hecht, un americano che viveva da molti anni a Roma. Due giorni dopo, il «New York Times» smentì la versione ufficiale: il cratere era pure stato venduto da Hecht, ma costituiva il frutto di uno scavo clandestino in Italia. In effetti, il reparto di Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri era sulle sue tracce dopo che il trentasettenne Armando Ceneri aveva confessato al procuratore Domenico Sica di averlo trafugato, con altri complici, da una tomba di Cerveteri due anni prima dell'esposizione a New York. Il clamore del caso portò allo scoperto i traffici internazionali che erano dietro l'esportazione illegale dei reperti archeologici e nel corso del sequestro dei depositi ginevrini di Giacomo Medici, un intermediario tra i tombaroli e i livelli più alti del traffico, si trovarono alcune polaroid proprio del cratere di Eufronio. Erano quelle di cui parlava lo stesso Hecht nel suo memoriale, una vera e propria confessione che però non portò conseguenze penali: il reato venne prescritto. Nella trattativa finale con il direttore del Metropolitan, Philippe De Montebello, ruolo fondamentale per il successo della restituzione è stato quello rappresentato dall'Avvocatura dello Stato, che mediando ha preferito percorrere la strada dell'accordo extra giudiziale. «Lo Stato italiano ha vinto - dice Buttiglione - avendo avuto la capacità di far lavorare insieme le amministrazioni, senza conflitti di competenze e per il raggiungimento dell'obiettivo finale». Inoltre, spiega Rutelli, «la politica dello scambio e dei prestiti, oltre a essere vincente sul piano delle trattative, non ha penalizzato il pubblico». Molte altre le restituzioni in vista. Si prevede per il 5 febbraio il rientro In Italia di nove pezzi della collezione privata Shelby-White, tra i quali due affreschi di area pompeiana.
DAL METROPOLITAN DI NEY YORK Il ritorno del cratere di Eufronio
Il cratere di Euphronios, noto come Gioconda delle ceramiche antiche, è stato restituito in Italia dopo 33 anni di trattativa. Il vaso è stato esposto al Quirinale nella mostra "Nostoi. Capolavori ritrovati" e in cambio, l'Italia ha offerto in prestito per quattro anni tre vasi importanti del 500 a.C. Il cratere è stato ritrovato in Italia nel 1973, ma fu venduto per 600 milioni di dollari a Robert Hecht, un americano che viveva a Roma. Il caso portò allo scoperto i traffici internazionali di traffico di reperti archeologici e si scoprirono polaroid del cratere.
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