Maggioranza divisa, liste civiche astenute -------------------------------------------------------------------------------- LUCCA. Zoppica la maggioranza anche sull'approvazione del piano attuativo delle ex officine Lazzi. Ci impiega ore la commissione urbanistica per arrivare al voto e, alla fine, ci arriva senza unanimità. Doppia l'astensione: l'Ulivo e anche quella delle due liste civiche di maggioranza: Per Lucca e Governare Lucca. Che, in un primo momento, ha anche richiesto il rinvio della pratica. An, Udc e FI, però, hanno insistito per votare e alla fine la commissione si è divisa: Luca Lucchesi di Per Lucca si astiene in attesa di vedere chiariti in consiglio comunale alcuni dubbi che ancora ha sul piano. Lo stesso Governare Lucca e l'Ulivo si astengono perché non sono favorevoli a questo piano. Tanto che tentano anche una sorta di alleanza trasversale per far approvare vincoli vari all'operazione: ma il loro documento viene bocciato. All'Ulivo manca un voto: quello di Celestino Marchini, assente, e non sostituito. Il documento dell'Ulivo - che fa proprio quello presentato da Governare Lucca - punta a deliberare l'altezza massima degli edifici alle ex officine Lazzi in 15,30 metri in modo da creare un precedente da applicare anche ad altri piani attuativi, per operazioni immobiliari di maggiore rilevanza. Non solo. L'obiettivo dell'Ulivo è anche quello di ottenere garanzie sull'uso pubblico del posteggio interrato «che non deve essere chiuso di notte con una sbarra», fa presente Luca Pighini; in più l'Ulivo e Governare Lucca vorrebbero garanzie sull'impossibilità «del costruttore di effettuare in futuro variazioni sulla destinazione d'uso del complesso». Per questo il centrosinistra non vuole votare il piano. Che, invece, passa. Come il documento proposto da FI (dal capogruppo Franco Fabbri), An (Fabrizio Petri) e Udc (Mariano Puccinelli): «Dobbiamo prendere atto - dice Fabbri - che le modifiche richieste al piano dalla commissione urbanistica sono state recepite dalla proprietà. Tuttavia approviamo con riserva, in modo da verificare, in consiglio comunale, gli aspetti che devono essere chiariti». Come la rispondenza del piano al piano strutturale: il dirigente del settore urbanistica la conferma (per telefono); il centrosinistra vuole la conferma per scritto. Comunque, alla fine documento e piano passano con l'astensione delle liste civiche e «una maggioranza sgretolata», osserva Danilo Piuppani. ------------------------------------ Dimezzare il progetto di S. Anna Il comitato vuole incontrare il sindaco: «Ci sono 12 edifici invece di 6» «Non sono stati approvati i limiti promessi per le grandi operazioni immobiliari. Quella di viale Einaudi non ha interesse pubblico» -------------------------------------------------------------------------------- LUCCA. Sono sul piede di guerra gli abitanti di S. Anna. Perché martedì la commissione urbanistica non ha approvato i limiti per i piani norma. I piani che regolamentano le operazioni immobiliari importanti, come quella da 132mila metri cubi in viale Einaudi. E chiedono un confronto immediato con il sindaco per capire se l'amministrazione comunale ha intenzione davvero di rivedere il piano norma del Parco di S. Anna o se, invece, verrà approvato come presentato dal gruppo Valore. «Continuiamo a dichiarare - scrive il comitato - che non abbiamo mai chiesto l'annullamento del progetto ma una drastica riduzione che permetta la salvaguardia di una delle poche aree a verde rimaste nel quartiere. Chiediamo, quindi, un nuovo incontro pubblico con il Sindaco e con la cittadinanza di S. Anna per avere risposte definitive a tutti i quesiti avanzati in questi mesi. Dai fatti degli ultimi giorni abbiamo, infatti, capito che manca la volontà politica per imporre nuove regole che diano spazio ad interventi di crescita e sviluppo del territorio e che tutelino salute pubblica, qualità della vita, verde, pozzi, viabilità». Dopo la commissione urbanistica di martedì, il comitato si chiede «come possano, moralmente, il sindaco, la giunta e il consiglio comunale, assumersi la responsabilità di approvare un piano attuativo come quello presentato dalla Valore che non ha il minimo interesse pubblico, che ha palesemente violato le prescrizioni e le indicazioni della normativa sui piani norma, che provocherà uno scempio sull'assetto viario già pesantemente compromesso della zona e uno scempio ancora più grande sull'ambiente esistente. Chiediamo al Comune di dimezzare il progetto, di imporre le destinazioni che tutelano le già precarie attività direzionali, commerciali e culturali che offre il centro storico. E chiediamo che si imponga la realizzazione di una zona a verde pubblico». Secondo il comitato di S. Anna, infatti, il progetto norma n 5 (quello di viale Einaudi, appunto) prevede «la realizzazione di 6 fabbricati su un'area di quasi 70.000 metri quadri con aree a verde pubblico e a parcheggio su oltre metà dell'intera superficie. Questo intervento è adeguatamente illustrato nella scheda grafica allegata al regolamento urbanistico. Il progetto presentato dalla società Valore (gruppo immobiliare socio del Comune nella spa dei parcheggi) è privo di verde pubblico e prevede la realizzazione di 12 fabbricati e una stazione di servizio». Un piano inaccettabile, dunque, per il comitato. Che ora reclama garanzie.