Il presidente provinciale del partito attacca il progetto del villaggio turistico previsto sul crinale del Montalbano -------------------------------------------------------------------------------- L'altro giorno, leggendo la cronaca, sono sobbalzato alla lettura di un titolo: "Sorprendenti gli attacchi al più grande parco della provincia". Devo aver perso qualche passaggio, mi sono detto. Pensavo che la Provincia di Pistoia, col suo ultimo desolante posto in graduatoria regionale sulla quantità di aree protette, si fosse improvvisamente svegliata e avesse istituito dei parchi provinciali, quali ad esempio quelli delle Limentre o quello del Teso. Niente di tutto ciò purtroppo, il letargo amministrativo su queste vicende durerà ancora, spero per non molto. Si trattava di un lungo intervento del presidente del consiglio direttivo della società italo-olandese "Le Rocchine", Antonio Ceccarelli, consiglio riunito d'urgenza per esaminare le pagine di cronaca locale sul progetto del parco delle Rocchine, nel comune di Serravalle. Per chiarezza definitiva, i Verdi, con un documento ufficiale dell'esecutivo provinciale, si sono espressi in maniera negativa sul complesso delle Rocchine, attivando il gruppo consiliare in Regione per verificare le conformità con il Pit. Come più volte detto, non è il solito no dei Verdi, troppo spesso affrancati per semplificazione e strumentalizzazione mediatica e politica alla negazione ideologica. Questo è un no motivato. La cronistoria della vicenda che fa Antonio Ceccarelli, lacunosa e spesso contradditoria, ci presenta un quadro politico-amministrativo idilliaco, che coinvolgerebbe anche "forze ambientalistiche" della Provincia. Non so a quali forze si riferisce, ma tra queste non ci sono e non si saranno i Verdi. Cosa chiediamo in concreto? Il regolamento urbanistico di Serravalle, approvato nel novembre 2006, con le osservazioni ha portato l'indice di fabbricabilità del complesso delle Rocchine, a 0,45 (80 appartamenti, 7 metri fuori terra). Per noi risulta eccessivo. Partiamo da qui, abbassiamolo e verifichiamo con la Provincia e gli altri Comuni del Montalbano, la possibilità di interagire, per far sì che questa zona possa, col contributo di tutti, decollare e uscire dal degrado, che indubbiamente la sta attanagliando. Un patto per il Montalbano (Regione, Provincie, Comuni, operatori, cittadinanza) per un bene comune, da inserire nel patrimonio Unesco. Il consenso degli ambientalisti non si conquista inserendo nel piano impianti di energie rinnovabili (peraltro irrinunciabili per il target turistico nord europeo, che avrà difficoltà a sopportare comunque una discarica di rifiuti speciali a pochi metri dalla struttura), ma aprendo a tutto campo e in modo strutturale su un'intera area. Ceccarelli conclude che "le lungaggini delle procedure italiane... lasciano perplessi i soci olandesi" (avranno altri motivi di perplessità più seri in questi giorni in Italia) e si lamenta della scarsa considerazione locale per investimenti stranieri, che nessuno di noi però vorrebbe si trasformassero in vera e propria colonizzazione. Andrea Pacini Presidente provinciale Verdi