L'opposizione non partecipa al voto. Varato il condono edilizio e la svendita dei beni culturali I deputati del centrodestra hanno votato ieri sera il «maxi-decreto» di accompagnamento alla finanziaria. Hanno votato da soli, visto che l'opposizione ha deciso di andarsene dopo che - come al Senato - il governo aveva posto la questione di fiducia. Berlusconi e Tremonti, visti i malumori e gli appetiti serpeggianti all'interno della coalizione, hanno preferito non rischiare di finire in minoranza su questo o quell'articolo (cosa che avrebbe prolungato i tempi necessari per l'approvazione del testo). Non è stato un bello spettacolo. Già dalla mattina deputati di An e del Ccd si sono eroicamente spesi per sostenere che la fiducia era «necessaria per motivi tecnici», per «aiutare il rilancio produttivo del paese». Un profluvio di parole alate per poi andare a schiacciare il bottone che approva il condono edilizio e tutta una serie di misure disomogenee motivate solo dall'esigenza di fare cassa al più presto. Ora la partita degli emendamenti si sposta sulla legge finanziaria vera e propria, che ha iniziato ieri sera l'iter in Commissione bilancio a Montecitorio. Tutti promettono battaglia e «correzioni», ma il nocciolo duro della manovra - 13,5 miliardi di nuove entrate o minori spese sui 16 in totale - stava tutto nel «decretone» approvato nel tardo pomeriggio. Tra i provvedimenti più contestati c'è certamente il condono edilizio, pudicamente «ristretto» agli abusi di «soli» 750 metri cubi per gli appartamenti e di 3.000 per gli stabili interi (non proprio «di necessità», insomma). La svendita del patrimonio artistico e culturale viene avviata ammettendo alla vendita non solo gli «immobili», ma anche i «beni», non meglio specificati. La soprintendenza regionale competente per quel «bene» o immobile avrà 120 giorni di tempo per manifestare la propria opposizione e la rilevanza artistico-culturale della cosa venduta; dopo di che il «silenzio» varrà come «assenso». Non è finita. La Cassa depositi e prestiti diventerà un società per azioni, ma «non una banca» (una risposta implicita alle preoccupazioni dell'Abi, che temeva di avere un concorrente in condizioni di privilegio). E verranno cartolarizzati 4.500 appartamenti del ministero della Difesa (ma non quelli «di servizio»). Tra le misure «popolari» c'è invece il bonus di 1.000 euro per la nascita di un altro figlio dopo il primo, e il «concordato preventivo» per definire l'ammontare delle tasse da pagare (per autonomi, imprese e professionisti). Le prime obbiezioni contabili sono già venute dai tecnici della Camera, per i quali «non sono chiare le ragioni» che hanno portato a non contabilizzare completamente gli effetti su fabbisogno e indebitamento degli stanziamenti per «maggiori spese» (2 miliardi su 4,6). Sottostimato, per i tecnici, anche il costo delle detrazioni Irpef sulle ristrutturazioni edilizie (portato al 41).
Il maxi-decreto passa solo con la fiducia
I deputati del centrodestra hanno approvato il maxi-decreto di accompagnamento alla finanziaria, votando da soli poiché l'opposizione ha deciso di andarsene dopo aver posto la questione di fiducia. Il testo prevede il condono edilizio, la svendita dei beni culturali e la cartolarizzazione di 4.500 appartamenti del ministero della Difesa. Le misure popolari includono un bonus di 1.000 euro per la nascita di un altro figlio e un concordato preventivo per definire l'ammontare delle tasse da pagare. I tecnici della Camera hanno già sollevato obbiezioni contabili sul testo, sottostimando il costo delle detrazioni Irpef sulle ristrutturazioni edilizie.
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