Oggi si riunisce il Cda dellente lirico. Lo "strappo" del maestro potrebbe essere seguito dallo sciopero degli orchestrali "O mi nominano direttore musicale, o stavolta me ne vado davvero" -------------------------------------------------------------------------------- «Ora basta», tuona il maestro Daniel Oren. Lora della resa dei conti con il sovrintendente del Carlo Felice Gennaro Di Benedetto è arrivata. «Ho aspettato anche troppi mesi - dice il direttore a Repubblica -. Se domani (oggi per chi legge, ndr) dal consiglio damministrazione della Fondazione non arriverà un segnale forte sul mio ruolo, allora mi dimetterò da direttore principale e lascerò Genova». Il segnale forte, inutile dirlo, dovrà essere quello della nomina dello stesso Oren a direttore musicale del Teatro: «Devo essere messo in grado - avverte il maestro - di dettare le linee dellattività artistica del Carlo Felice, naturalmente di comune accordo con il direttore artistico Cristina Ferrari e tenendo conto delle compatibilità di bilancio». Visto che, come sottolinea lui stesso, il ruolo di direttore principale «non ha funzionato» - vale a dire che non lo ha messo in grado di fornire linee di indirizzo e di essere ascoltato - , oggi Oren alza la posta: «Voglio un ruolo chiaro e ben definito, che preveda un mio significativo apporto alla programmazione artistica del Teatro dellOpera genovese». Se dalla governance del Carlo Felice non arriverà la risposta richiesta, allora quella di domani pomeriggio potrebbe essere lultima volta che Daniel Oren dirige lorchestra genovese. Il consiglio damministrazione ha in programma proprio oggi una seduta. Difficilmente potrà arrivare una risposta "ufficiale", dal momento che non è il Consiglio a nominare il direttore musicale, ma questo potere è affidato al sovrintendente. Ma il Cda ha allordine del giorno proprio la discussione sulla programmazione artistica e sulle linee di rilancio del Carlo Felice. Inevitabilmente in questo contesto si dovrà affrontare anche il discorso su Daniel Oren e sul suo ruolo nel Teatro. Quel che è certo è che il maestro gode dellappoggio incondizionato della Fials, sindacato che controlla buona parte dellorchestra. E Nicola Lo Gerfo, segretario Fials, è pronto a dissotterrare lascia di guerra se Oren non avrà il ruolo di direttore musicale. «Se dal Cda non arriverà quel segnale forte che è stato richiesto - minaccia Lo Gerfo - e Oren se ne andrà, chiederemo audizioni in Comune e in Regione per informare gli amministratori. E proporremo loccupazione del Teatro dellOpera. La politica non può uccidere la musica. E il maestro Daniel Oren per noi è la musica e il futuro del Carlo Felice». Più caute le altre organizzazioni sindacali. Ma anche dalla Cgil arriva un segnale a favore del direttore e contro il sovrintendente: «Se Oren se ne va e resta Di Benedetto - sottolinea Patrizia Avellani, della segreteria confederale genovese - allora la prospettiva è quella che il Carlo Felice continui a vivacchiare come è accaduto negli ultimi anni. Deve essere chiaro che tutti i lavoratori chiedono un rilancio dellattività del Teatro». Poi cè il discorso economico. Nella riunione che ha sventato lo sciopero alla prima della Manon, il sindaco Marta Vincenzi ha accettato la richiesta di un acconto sul futuro contratto integrativo. «Ma sono arrivate offerte ridottissime - accusa Roberto Conti, segretario dello Snater - e per di più con la minaccia che lanticipo potrebbe essere cancellato se non si troveranno le risorse per coprirlo a bilancio. Quanto al maestro Oren: se a qualcuno non va bene il suo nome ne faccia un altro di pari valore. Ma mi sembra che questa alternativa non esista. Allora debbono spiegare perché non gli si riconosce quel ruolo che potrebbe aiutare il rilancio del Carlo Felice.»