Fu trafugato nel 1971. Era al Metropolitan di New York TORNA A ROMA IL VASO DI EUFRONIO Dopo trentasette anni, il Vaso di Eufronio è tornato in Italia. Il reperto archeologico, che da oggi figurerà nella mostra «Nostoi, i capolavori ritrovati» (che raccoglie 70 opere recuperate in tutto il mondo), già in corso al Quirinale, è stato restituito al nostro paese dal Metropolitan Museum di New York. Il cratere è arrivato al salone dellAvvocatura dello Stato ieri mattina protetto da una cassa turchese. In serata, poi, il ministro dei Beni Culturali lha esposto alle telecamere della Rai, nello studio del Tg1: «Si tratta di una grandissima vittoria - ha detto Francesco Rutelli - una volta tanto parliamo delle cose buone che il nostro paese sa fare». Trafugato da una tomba di Greppe SantAngelo, frazione di Cerveteri, nel 1971, il grande cratere attico di ceramica (è alto 45,7 centimetri, per 55,1 di diametro e datato al 515 a.C. circa) è il solo integro dei ventisette dipinti da Eufronio, il più abile del cosiddetto Gruppo dei Pionieri, come furono definiti i primi pittori tardo-arcaici che svilupparono la tecnica a figure rosse. Sul lato principale del cratere è raffigurata la scena di uno degli episodi della guerra di Troia: la morte di Sarpedonte, leroe figlio di Zeus e Laodamia che combatteva come alleato dei Troiani. Giovani in atto di armarsi prima della battaglia ornano invece il lato secondario del vaso. Eufronio è considerato uno dei massimi artisti dellAttica. Un monumento a lui dedicato campeggia sullacropoli di Atene. Il reperto rientrato in Italia è prezioso, oltre che per il perfetto stato di conservazione, perché porta indicate le firme di Eufronio stesso e di Euxitheos come vasaio, segno che questi riconobbero lopera come una delle loro creazioni migliori. Dopo le intese siglate con il Getty di Los Angeles e il Metropolitan di New York nei mesi passati, ieri il ministero dei Beni Culturali ha chiuso un nuovo accordo con la collezione americana White Levi, che è pronta a restituire nuovi reperti. E già si annunciano segnali di nuove acquisizioni per il patrimonio italiano: il ministro Rutelli ha fatto capire che i tempi sono maturi per riacquisire materiale archeologico in Nord Europa ed Estremo Oriente.