Chi salverà Ca' della Nave dall'ammutinamento? Forse non dovrei preoccuparmi perché probabilmente non è affar mio, o dovrei semplicemente abbassare lo sguardo e pensare ad altro quando percorro la strada verso casa, ed è così che ogni sera mi riprometto di fare, ..non guardare.. mi dico, e invece immancabilmente alzo lo sguardo e osservo quella nave che si sta inabissando per sempre, e che non servirà nemmeno come relitto per il ripopolamento faunistico dei fondali! Ora vi starete chiedendo. dove abito? Beh non in laguna e nemmeno in riva ad un fiume! Vivo a Martellago da 38 anni e il vascello di cui vi sto parlando è quello che rimane di una splendida opera dello Zelotti, emblema storico dei Priuli affrescata sulla facciata di villa Grimani detta appunto Ca' della Nave, incastonata da oltre cinquecento anni nell'ex via Imperiale, l'attuale Castellana, una dimora patrizia che ospitò personaggi illustri e Dogi veneziani, che scelsero il mio paese per trascorrere le vacanze estive. Ora, per chi non ne fosse al corrente, negli ultimi decenni è stata venduta, comprata, e rivenduta a delle società che ne hanno fatto la sede di un prestigioso golf club, trasformando le campagne di pertinenza della villa, in uno straordinario green a 18 buche.bellissimo! ..Davvero! Badate bene, non contesto la proprietà privata di un bene che sento mio, solo perché ha sempre fatto parte della mia veduta d'insieme del paese, del resto non avrei mai potuto permettermi di acquistare la villa, mi limito solo a chiedermi perché provo una stretta al cuore passandole accanto, quando penso che qualcuno comperandola avrebbe dovuto prendersi onori e oneribello possedere un luogo regale e antico, ma per quanto continuerà a rimanere tale, se i lavori di restauro e conservazione non verranno eseguiti al più presto? I beni culturali sono periferici per questa società, si sa che esistono, pensiamo che qualcuno provvederà a loro, ci interessiamo assai di più ad un lampione rotto o ad una buca nell'asfalto, piuttosto che di una chiesa del cinquecento proprio sotto casa, le antiche opere d'arte e i monumenti, non vengono percepiti come qualcosa che appartiene a ciascuno di noi. Serve allora che un folle prenda a martellate il David di Michelangelo, perché qualcuno noti la gravità del gesto? E se il gesto folle fosse costituito dalla noncuranza o dalla trascuratezza di un oggetto o di un bene dal valore inestimabile? Ce ne accorgeremmo solo quando sarebbe ormai troppo tardi? Perché, non è paragonabile secondo voi il primo caso, quello del Michelangelo, a quello degli affreschi dello Zelotti, solo perché il signor De Vecchi, proprietario e presidente dell'edificio che ospita il golf club, non imbratta e distrugge di propria mano i dipinti sulla facciata della villa? Per favore allora qualcuno mi può spiegare perché ci indigniamo tanto, quando lo stato non preserva il nostro patrimonio culturale e artistico, mentre se lo fa un privato facciamo tutti finta di non vedere? Personalmente io mi arrabbio con entrambi, stato o privato che sia, quando non mettono al posto che meritano, e non si occupano come dovrebbero, degli unici veri motivi di prestigio e orgoglio che esaltano e contraddistinguono da sempre il volto dell'Italia nel mondo, il nostro patrimonio di arte, storia e cultura. È una questione di priorità, mi dico, non c'è tempo. Cosa aspettano? Cosa aspettiamo a difendere ciò che rimane di buono di noi e del nostro esistere da centinaia, migliaia di anni, dal passare del tempo, dall' aria inquinata e dalla noncuranza di molti? Credetemi non lo so. Però aspetto sempre...aspetto sempre, ogni sera mentre torno a casa, di salpare le ancore di un vascello antico, verso infiniti nuovi mariche sono gli occhi dei nostri figli, che lo guarderanno ancora e poi ancora nel suo splendore di un tempo.