«Sorpreso? Delle accuse sì, non delle lettere anonime. Sono stato io a presentare più di un esposto alla magistratura sulla vicenda: per fortuna i finanzieri ne hanno trovato traccia durante le perquisizioni». È questa la reazione che il soprintendente Enrico Guglielmo affida al suo avvocato Annalisa Mancini, dopo la notizia del proprio coinvolgimento nell'inchiesta. I finanzieri si sono presentati in mattinata nell'abitazione privata di Guglielmo e nell'ufficio della Soprintendenza, sequestrando materiale cartaceo e alcuni cd contenenti dati ritenuti importanti. Le perquisizioni sono durate circa otto ore, fino alle 18. Tra i documenti acquisiti, ci sarebbero anche alcune missive intercorse tra alcuni dei funzionari indagati. Guglielmo nega ogni addebito, come riferisce il suo legale. «E come - dice la Mancini - il soprintendente ha già dichiarato spontaneamente nel verbale di sequestro. Il mio assistito ha anche espresso la volontà di essere sentito al più presto dal dottor Beatrice, per chiarire la sua posizione. Sia verbalmente, sia con documenti già rinvenuti, in parte presso gli uffici. Altri documenti sono in mio possesso». Perché? «Perché ci sono querele e denunce presentate da noi contro determinati soggetti: adesso ci tornerà utile averle depositate. Ci saranno molte cose da approfondire e molte sorprese». L'avvocato chiarisce: «Avvantaggiare quella ditta? Al giudice spiegheremo che, da quando è soprintendente Guglielmo, quella ditta ha vinto soltanto una gara, nel Duemila. Il soprintendente non ha avuto alcun ruolo nelle gare, non è mai stato membro della commissione né è mai stato coinvolto in una trattativa privata». «Un po' sorpreso, ma pienamente fiducioso nell'operato della magistratura e nella sua capacità di accertare la verità»: il direttore generale per l'archeologia del ministero dei Beni Culturali Stefano De Caro commenta così il proprio coinvolgimento nell'inchiesta. De Caro ha spiegato di essere stato informato ieri mattina. «Naturalmente mi ritengo del tutto estraneo alla vicenda - ha sottolineato l'ex soprintendente per i Beni culturali della Campania - e produrrò la documentazione necessaria a dimostrarlo».