Nel mirino le gare per i lavori di restauro dell'Albergo dei poveri e del Castello di Baia, affidati alla società "Lucci" di Pozzuoli. Dodici gli avvisi di garanzia, raffica di perquisizioni. Associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta e alla corruzione. È pesante l'accusa formulata dal pm di Napoli, Filippo Beatrice, nei confronti del sovrintendente dei Beni architettonici di Napoli e Caserta, Enrico Guglielmo, e dèi suo predecessore, oggi dirigente del Ministero dei beni culturali, Stefano De Caro. Ieri mattina i finanzieri del nucleo tributario regionale hanno effettuato decine di perquisizioni domiciliari tra Napoli e provincia, acquisendo la documentazione relativa ad alcune gare di appalto per il restauro di beni architettonici, tra cui il castello di Baia e l'Albergo dei Poveri in piazza Carlo III. Dodici in tutto gli indagati, tra cui architetti e altri funzionari. Al centro dell'inchiesta la società "Lucci" di Pozzuoli, a cui la sovrintendenza avrebbe assegnato le gare in modo non regolare. Le indagini sono partite sei mesi fa a seguito della denuncia di una parte lesa. Sono iniziate così le prime attività investigative condotte dal pm Filippo Beatrice, della sezione reati contro la pubblica amministrazione, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Maddalena. Secondo la procura sarebbero state commesse irregolarità in ordine alla gestione di alcuni appalti pubblici relativi al restauro di beni architettonici a Napoli e provincia. Il termine per le indagini preliminari stava per scadere: da qui l'emissione di 12 decreti di perquisizione da parte del pubblico ministero, che si prepara a richiedere al gip una proroga dei tempi delle indagini. Nel mirino sono finiti l'attuale sovrintendente Enrico Guglielmo (difeso dall'avvocato Esposito Fariello) ed il suo predecessore De Caro (difeso dall'avvocato Alfonso Furgiuele). Ieri mattina i finanzieri del nucleo tributario si sono recati anche nella villa di Guglielmo ad Ischia ed hanno effettuato una perquisizione, sequestrando documenti ritenuti di interesse investigativo. Perquisiti anche gli uffici della Sovrintendenza. Inoltre, perquisizioni ci sono state negli uffici romani del dirigente del ministero dei Beni Culturali, Stefano De Caro (difeso dall'avvocato Alfonso Furgiuele). Ma i finanzieri hanno acquisito documentazione cartaceo anche dai Comuni di Napoli e Bacoli, anche se gli enti in questione risultano estranei alla vicenda. Gli occhi della procura sono puntati soprattutto su gare d'appalto relative al Castello di Baia, ad altri beni archeologici della zona flegrea, ed al restauro dell'Albergo dei Poveri, in piazza Carlo III. Tutte e tre le gare sarebbero state aggiudicato, secondo l'accusa, in modo non regolare. Gli accertamenti avrebbero acciaiato continui contatti tra i vari coindagati e soprattutto tra gli imprenditori e i funzionari dello Stato delegati al controllo del territorio e del rilascio delle dovute autorizzazioni. Ipotesi accusatori e che sono tutte da verificare. Oltre a Guglielmo e De Caro sono indagati: gli imprenditori Luigi Lucci (di Bacoli} e Antonio Pompa, i funzionali della Sovrintendenza Cosimo Tari, Costanza Gialanella, Paola Minierò, il dipendente della Sovrintendenza Emanuele Notangelo, i titolari di uno studio professionale privato, Antonio e Giuseppe Taccogna, ed inoltre Mauro Fusco e Carolina Gallo.