MÙNSCIA - Monza e il suo orgoglio longobardo, con o senza Roma. Dopo la gaffe del ministero ai Beni Culturali, che ha escluso Monza e Pavia dagli itinerari longobardi da porre sotto la tutela dell'Unesco, l'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco leghista Marco Mariani, si è subito messa al lavoro per porre un rimedio alla vergognosa vicenda. Dopo aver manifestato la propria delusione a riguardo dell'esclusione della città dal percorso "Italia Langobardurum", l'assessore alla Cultura Alfonso Di Lio ha subito incontrato l'assessore Regionale alla Cultura Massimo Zanello per stabilire un percorso comune che porti all'inserimento di Monza nell'elenco dei siti caratterizzati da vestigia longobarde. «Pensiamo che la storia di Monza parli da sola - ha dichiarato l'assessore alla Cultura Alfonso di Lio -per questo vogliamo portare al vaglio la nostra candidatura facendo riferimento a quelle che sono le caratteristiche storiche, politiche e culturali della nostra città, le cui radici affondano direttamente nella storia longobarda». «L'esclusione di Monza -continua Di Lio - dall'itinerario proposto all'Unesco ci rammarica fortemente ma, facendo anche riferimento all'incontro con Rutelli (sabato scorso nel Museo e davanti alla corona ferrea delle regina Teodolinda, ndr) e a quanto da lui dichiarato, la nostra candidatura non dovrebbe essere preclusa, anzi va assolutamente considerata proprio per il passato di Monza, fortemente legato ai longobardi. Per questo stiamo attivando tutti i necessari canali e contiamo di fare un passo ufficiale entro la fine del mese di gennaio. Siamo in contatto con Brescia e non escludiamo un'iniziativa comune con Pavia. Lasciare fuori Monza dall'itinerario proposto all'Unesco - ha concluso l'assessore Dì Lio - significherebbe dare una lettura non completa alla storia dei longobardi in Italia, dimenticando i reperti di assoluto valore che la nostra città custodisce e che il nuovo Museo del Duomo ha rivalutato». In tutta la città il dibattito è quanto mai vivo. Sul fronte del folclore, va registrata la presa di posizione del consigliere regione del Pd, Giuseppe Civati, che è intervenuto nel proprio blog: «II motivo per cui Monza e Pavia non sono comprese nel novero delle città longobarde di cui sopra, è che manca loro un edifìcio o un reperto monumentale che possa essere registrato dall'Unesco, che ha regole molto precise per il riconoscimento del patrimonio che tutela e promuove» . Il giovane consigliere, che ovviamente non ha mai messo piede a Pavia, probabilmente non ha colto il vero paradosso della vicenda: il ministero ha promosso un itinerario longobardo senza coinvolgere, Unesco o non Unesco, le due capitali storiche. Impegnato a scrivere libri sulla sua avventura al Pirellone o su Alex Del Piero, forse non ha avuto tempo di leggerne qualcuno sulla sua città o sulla storia longobarda.