Ma i commercianti non sono d'accordo:«Una persona non risolve i problemi, meglio la sinergia tra più città» Goldin a Verona? Sì, ma non chiedeteci contributi economici. È la risposta che arriva dal mondo del commercio e dagli operatori del settore turismo di fronte all'ipotesi che il curatore delle mostre bresciane che hanno avuto in questi anni un richiamo nazionale possa arrivare in terra scaligera. Le associazioni degli albergatori, il Consorzio di promozione turistica e Confcommercio sono concordi nel giudicare l'idea come interessante, ma da nessuno di questi organismi si profila la possibilità di un sostegno concreto perché l'operazione vada in porto. «Ho già ricevuto sollecitazioni a far sapere quanto gli albergatori sarebbero disposti a contribuire per l'arrivo a Verona di Goldin e nei prossimi giorni mi è stato chiesto un incontro proprio su questo», rivela Sergio Cucini, presidente degli albergatori di Confcommercio. «Ripeto una volta per tutte, a nome della categoria, che non mi pare che sia a noi che devono essere chiesti i soldi: al massimo possiamo fare pressione sulla Camera di Commercio ma coi limiti che lo Statuto prevede, possiamo insomma darci da fare perché la Camera di Commercio rifletta sulla possibilità di contribuire e consideri seriamente tale opzione». Ma non è solo l'aspetto economico quello sul quale Cucini si sofferma: «Possiamo anche sperare che Goldin rappresenti davvero la panacea per Verona, ma di fatto non credo che la cosa sia così semplice. Ho parlato con i colleghi di Treviso e mi hanno garantito della riuscita del suo lavoro: certo però il suo stile non è così facilmente applicabile al contesto veronese. Goldin si muove solo con estrema libertà e per questo ha un costo molto alto: alle stesse condizioni quindi potrebbero essere anche altri operatori culturali a ottenere simili risultati. Per esempio uno Sgarbi, che già nell'operazione Mantegna ha dimostrato ottime capacità. Insomma non è solo l'uomo, il nome a risolvere la situazione, serve un investimento e un'apertura di prospettive. In questo senso una notizia fresca di giornata, quella dell'idea di far nascere un auditorium agli ex Magazzini generali (senza però realizzazioni di nuove strutture ricettive) che ieri è stata illustrata anche al sottosegretario ai Beni Culturali Danielle Gattegno Mazzonis in visita a Verona, mi trova favorevole: qualsiasi tassello vada nella direzione di una promozione turistica della città è da lodare». «Verona ha bisogno di eventi: se Goldin porta mostre in grado di creare davvero un'attrattiva significativa e da fare quindi da volano di promozione turistica a livello nazionale, ben venga», commenta Gianni Zenatello, presidente della sezione Turismo di Assindustria. «È dimostrato che di per sé Verona non riesce ad avere un appeal sufficiente come invece città della portata di Roma, Venezia, Firenze, Napoli. La stagione turistica resta legata agli eventi: vedi il tutto esaurito in coincidenza di buone serate della stagione lirica in estate o di manifestazioni fieri-stiche importanti». Ma di fronte all'ipotesi di un contributo economico anche Zenatello afferma: «Non credo che le mostre di richiamo nelle altre città abbiano come sponsor i commercianti o gli albergatori. Certo ci possiamo incontrare e da parte nostra c'è grande disponibilità a contribuire in termine di promozione di offerte e pacchetti, ma gli sponsor devono essere altri: imprese e aziende capaci di simile sforzo economico». «Credo che non sia la singola personalità a risolvere i problemi del turismo a Verona: piuttosto è necessario uno sforzo di collaborazione maggiore», sostiene invece Nicola Baldo, presidente della sezione Commercio di Confcommercio. «Mi riferisco alla mostra di Mantegna: grazie alla sinergia tra città vicine ha funzionato benissimo. Su Goldin non ho competenza per dare giudizi, ma credo che anche a livello locale le forze non manchino». Un esperto che sa dare risonanza agli eventi culturali che organizza «Una città che non decolla da nessuna parte, non solo nel campo dell'arte e del turismo». Così il cantautore veronese Massimo Bubola definisce Verona, quando gli chiediamo se ha l'impressione che le attività legate al campo della cultura stentino a trovare una loro identità e forza e se pertanto potrebbe essere una buona opportunità l'arrivo di Goldin. Bubola conosce infatti Goldin per motivi professionali, in quanto è stato alla mostra «America!» dove è esposta la copertina dell'album di Fabrizio De Andrè del 1981 (il disco con l'indiano) per il quale il cantautore veronese ha firmato i testi di sette canzoni. Bubola sarà di nuovo a Brescia il 19 aprile per tenere un concerto che si inserisce nel contesto di «America!». «La mostra ha vari addentellati di tipo culturale e muove intorno a sé incontri e dibattiti di vari temi, dall'antropologia, al calcio, alla musica», spiega Bubola. «In questo contesto si spiega anche la mia presenza. E qui sta anche il motivo della mia visione negativa di Verona. Credo che lo spettacolo dell'ultimo dell'anno in piazza Bra sia la prova più evidente del sonno culturale in cui Verona giace», prosegue Bubola. «Portare in Bra certi nomi per il concerto di fine anno mi pare veramente un'operazione di scarso spessore: e dire che anche tra i cantanti locali potevano esserci molte più valide alternative». «È chiaro che in questo contesto l'arrivo di una personalità come Goldin è da auspicare: dove si è mosso, ha saputo dare risonanza e visibilità agli eventi locali trasformandoli in iniziative di richiamo nazionale. La sua visione della produzione culturale è ampia e ha buone doti manageriali, rifiuta l'atteggiamento snob del curatore artistico sulla base del principio che l'arte è per tutti. Chi di fronte all'ipotesi del suo arrivo fa commenti volgari parlando di "mostre supermercato" mi pare proprio la volpe che non arriva all'uva. Casomai l'unico rammarico è constatare ancora una volta come le amministrazioni si muovano poco sulle realtà locali. Verona è una madre che non ama i suoi figli».
Verona. Goldin? Ben venga ma non chiedeteci soldi
Il presidente degli albergatori di Confcommercio, Sergio Cucini, rifiuta di contribuire economicamente alla mostra di Goldin a Verona, affermando che non è a loro che devono essere chiesti i soldi. Cucini sottolinea che la sinergia tra città vicine è fondamentale per il successo di eventi culturali, come la mostra di Mantegna, e che non è solo la personalità di Goldin a risolvere i problemi del turismo a Verona. Il presidente di Confcommercio di Verona, Nicola Baldo, sostiene che la collaborazione tra le forze locali è necessaria per il successo del turismo.
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