Tra il 2006 e il 2007, i furti d'arte in Italia sono diminuiti del 10,5 per cento: da 1.212a 1.085, secondo un trend costante, che in 5 anni denota un calo del 16 per cento. La regione più colpita non è più il Piemonte, ma il Lazio, con 166 furti denunciati. I più tartassati restano i privati, con 585 furti; ma le chiese li tallonano, anche se le ruberie denunciate da 548 sono passate a 403; soltanto 13 i furti nei musei»: davanti al vicepremier e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, il generale Giovanni Nistri, a capo dei carabinieri per la Tutela del patrimonio artistico, rassegna il bilancio di un anno. E sottolinea che i recuperi sono aumentati rispetto all'anno scorso, mentre sugli schermi passano le immagini di quanto è stato riportato a casa: tarsie di Jacopo Sansovino rubate nella Basilica di San Marco a Venezia nel 1955, una Natura morta di Morandi, il bronzo d'Oratore etrusco togato, ora esposto al Quirinale, un Fattori, e tanto altro ancora. A parte quelli archeologici, da 17.120 nel 2006, i reperti recuperati sono passati a 95.360; ma molti sono libri: «La cifra può parere eccessiva proprio per questa ragione». Rutelli riconosce i meriti di questi carabinieri, lieto che comincino ad occuparsi anche di paesaggio; parla degli «scavi colossali», che per decenni hanno saccheggiato il sottosuolo italiano; riconosce che «la'professionalità del reparto, anche a livello internazionale, è riconosciuta come unica»; a domanda ammette che il provvedimento con cui vorrebbe inasprire le pene per i "ladri d'arte" è fermo in Commissione Giustizia, alla Camera, e che sarebbe il caso di farlo marciare speditamente. Intanto, il generale Nistri continua a snocciolare cifre e benemerenze: la prevenzione; la repressione (78 arresti, ed erano 40 nel 2006; da 638 a 1.092 le persone denunciate); gli scavi clandestini che sono stati accertati, da 216 passano a 207: «Ora che i musei del mondo non comprano più senza i certificati di provenienza, prosegue un commercio interno, ma di minor peso e qualità»; i falsi sono «in grande crescita». Dopo il Lazio, la graduatoria delle regioni colpite schiera nell'ordine Piemonte, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna e Campania; aumentati tantissimo i recuperi di libri antichi; la metà dei furti d'arte denunciati riguarda i privati; i reperti archeologici recuperati, erano 24.649 e sono stati 28.528 l'anno scorso; 107 mila oggetti sono stati posti sotto controllo nella possente Banca dati del Comando, e sono state verificate le strutture di 1.287 musei, più del doppio rispetto all'anno precedente. Presto sarà pronto, con la Galleria nazionale d'Arte moderna, un "decalogo" sull'acquisto di opere contemporanee. Ma, anche se nessuno lo dice, il 2007 è stato l'anno dell'archeologia che i grandi musei americani hanno finalmente restituito.
Furti d'arte, è il Lazio il più depredato
Tra il 2006 e il 2007, i furti d'arte in Italia sono diminuiti del 10,5 per cento, passando da 1.212 a 1.085. La regione più colpita è il Lazio, con 166 furti denunciati. I privati sono i più tartassati, con 585 furti, seguiti dalle chiese con 403 furti. I musei hanno denunciato 13 furti. I recuperi sono aumentati, con 95.360 reperti recuperati, tra cui tarsie, opere d'arte e oggetti archeologici. La Banca dati del Comando ha verificato le strutture di 1.287 musei.
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