Nelle pieghe della legge finanziaria per il 2004, quella che ha fatto tanto soffrire Milano con la storia dei 192 milioni dì euro per i trasporti che apparivano e scomparivano a seconda dei casi, si può leggere che il governo si appresta a versare 20 milioni di euro, 10 nel 2004 e 5, rispettivamente, nel 2005 e 2006, per istituire a Roma un museo del design e del made in Italy. E' una cifra importante, soprattutto se si considerano i tagli che nella stessa finanziaria si operano nel campo della cultura e se si considera che questi soldi vanno ad una istituzione, non dirò inutile, ma certo collocata nel posto sbagliato. Un posto dove ci si reca, non solo per ammirare la splendida linea della prima Vespa, ad esempio, oppure una sedia di Zanuso. Ma dove si va soprattutto per vedere che cosa bolle in pentola nel calderone creativo dei designer e del mondo delle imprese che con essi interagiscono. A questo serve il museo del design. E questo a Roma, non solo non c'è, ma non c'è nemmeno mai stato. I soldi andranno quindi nel posto sbagliato. Ed è un peccato perché il posto giusto c'è, in realtà, ed è Milano. Universalmente riconosciuta come la capitale italiana del design, essa è stata recentissimamente consacrata, dalla rivista americana Newsweek, anche come la capitale mondiale. E tuttavìa, non solo Milano non ha, ma, se dovesse dipendere dai soldi del governo, non avrà nemmeno nel prossimo futuro un museo del design. Per fortuna che i soldi del governo, in questo caso, potrebbero non servire a Milano, che il museo potrebbe farselo domani mattina. Basterebbe un piccolo sforzo di collaborazione tra, per esempio, la Triennale e le principali aziende del settore dell'arredamento. E il risultato sarebbe un museo di livello internazionale. Peccato che, per far ciò, bisognerebbe anche saper far squadra e, almeno un pochino, politica. Qualità che, ovviamente, sembrano avere di più altrove. Non è una questione di campanilismo, sia chiaro. Ma Roma, con il design e con il made in Italy, non c'entra proprio niente, nemmeno per farci un museo. Un museo, infatti, e specialmente un museo del design, è una cosa viva, aperta, che deve essere continuamente alimentata di cose nuove. P.Borghini è ex sindaco di Milano