Francesco Adenti è deputato Udeur, Pavia L'esclusione di Pavia dal percorso longobardo dell'Unesco non può che provocare un po' di amarezza per l'occasione persa, ma allo stesso tempo credo che sia stata un 'occasione proficua per avviare un dibattito serio e approfondito, in grado di coinvolgere le diverse «competenze» diffuse nella città, su un tema caro all'Amministrazione come la valorizzazione turistica della nostra città. E' innegabile quanto già affermato da Mino Milani su questo giornale, ovvero che Pavia si è preoccupata solo «casualmente» della conservazione dei propri monumenti. E oggi, sulla questione longobarda, paghiamo proprio questa disattenzione. Sono un politico e un amministratore, oggi parlamentare, e quindi non mi permetto di entrare nelle questioni di merito della polemica, ma non posso non intervenire su una questione di merito. Appresa infatti la notizia dell'esclusione di Pavia dalle agenzie di stampa e dalla stampa locale, mi sono attivato presso la Segreteria generale del Ministero dei Beni culturali per conoscere lo stato della questione. Preso atto che il motivo dell'esclusione, come è noto, è connesso con i rigidi parametri dell'Unesco, e in particolare quelli relativi alla fruibilità dei monumenti, ho ricevuto anche la disponibilità che in una seconda fase, e cioè non prima di due anni, ovvero a conclusione dell'iter di questa richiesta, si potrebbe prevedere il reintegro di Pavia nel percorso. Quindi da una parte, sebbene possa sembrare paradossale che la capitale del regno longobardo sia esclusa da questo percorso, non ha alcun senso polemizzare con il Ministero che ha operato con valide motivazioni e non ha negato, nemmeno in questa fase, un'attenzione specifica a Pavia con una disponibilità a rivedere, non appena possibile, le scelte. Ma questo vuoi dire assumersi fin da ora l'impegno di rendere, per quella data, effettivamente accessibili i pochi monumenti traccia del regno longobardo nella nostra città. Ovvero individuare fin da oggi le risorse economiche necessarie per queste opere già a partire dal Bilancio di previsione 2008 del Comune, e anche attraverso una positiva sinergia fra enti (Comune, Provincia, ecc.) e realtà economiche cittadine (penso in particolare alle Fondazioni bancarie che sempre con attenzione e sensibilità sostengono importanti iniziative in città, di cui molte legate agli eventi di promozione della città stessa). Altrimenti anche questo sforzo risulterebbe vano. E certo, di fronte a un investimento di questo tipo, dovremmo chiederci, politici, intellettuali, ecc, se questa è la direzione giusta, ovvero quale siano le scelte più opportune per la valorizzazione turistica della città: se sia opportuno andare nella direzione dell'organizzazione di «eventi» o in quella della tutela e della valorizzazione del patrimonio, oppure saper individuare un mix equilibrato coniugando entrambe queste modalità d'azionecosa finora non avvenuta. E allo stesso tempo è indispensabile interrogarsi, anche di fronte alle sempre più scarse disponibilità economi-che, quale patrimonio valorizzare, quale scelte prioritarie fare nell'ottica dell'identificazione dei uno o più luoghi, legati a una precisa età storica, cui associare l'immagine della nostra città e da trasformare in volano per un necessario lancio turistico.
Pavia Longobarda. Ci restano due anni per poter riparare
Francesco Adenti, deputato Udeur, Pavia, ha espresso amarezza per l'esclusione della città da un percorso longobardo dell'Unesco. Tuttavia, ha visto l'occasione per avviare un dibattito serio sulla valorizzazione turistica della città. Adenti ha ricevuto informazioni dal Ministero dei Beni culturali sull'esclusione e ha ricevuto la disponibilità di reintegrare Pavia nel percorso in un secondo momento. Ha proposto di individuare risorse economiche per rendere accessibili i monumenti traccia del regno longobardo e ha chiesto di discutere sulla direzione giusta per la valorizzazione turistica della città. Ha anche chiesto di interrogarsi su quale patrimonio valorizzare e quali scelte prioritarie fare.
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