FERRARA. Prima dell'esordio del Consiglio di amministrazione della Fondazione museo nazionale dell'Ebraismo e della Shoah, prevista il 6 marzo in città alla presenza del ministro Francesco Rutelli, l'ex carcere di via Piangipane dovrà essere "ripulito" e sistemato in via provvisoria. L'impegno l'ha preso il sindaco Sateriale, ieri a Roma per la nomina del Cda. Il nuovo consiglio di amministrazione della fondazione del museo nazionale dell'ebraismo e della shoah di Ferrara è composto da Riccardo Calimani, Cesare De Seta, Bruno De Santis, Renzo Gattegna, Gad Lerner, Saul Meghnagi, Antonio Paulucci, Paolo Ravenna e Michele Sacerdoti. Si tratta di grandi studiosi ed esperiti dell'ebraismo ed è stata premiata anche la componente ferrarese. Le risorse finanziarie stanziate dalla legge e messe a disposizione della Fondazione ammontano a quindici milioni di euro per la realizzazione del museo e un milione annuo per le spese di gestione e funzionamento. La sistemazione dell'intera area, da anni abbandonata a topi e sporcizia, è resa possibile dal passaggio ormai avvenuto dell'immobile al ministero dei Beni culturali e ai finanziamenti versati al Comune. L'obiettivo fissato ieri è di inaugurare il museo nel 2011, anno del 150esimo dell'unità d'Italia, una data significativa come quella di ieri: sono infatti passati 70 anni dalla promulgazione delle leggi razziali. «Ora si può partire davvero ed il primo passo deve essere la nomina di un Comitato scientifico in grado di elaborare un Progetto museale» ha incalzato il sindaco, il quale vorrebbe vedere nomi e cognomi già il 6 marzo. Qualche indicazione sui contenuti del museo le ha fornite lo stesso Rutelli, parlando di museo non "difficile", con una forte componente educazionale perché deve spiegare le vicende di 2.000 anni di storia ebraica intrecciata profondamente con quella degli italiani. Non solo un museo di oggetti, dunque. Il pensatolo del museo è stato finora il Centro di documentazione ebraica. «Siamo andati a Washington, Berlino, Parigi e Amsterdam per vedere le esperienze già esistenti - racconta il direttore Massimo Sarfatti - L'esperienza italiana è però particolare, perché la presenza ebraica precede la formazione stessa della coscienza nazionale, quindi bisogna costruire una cosa del tutto nuova. Abbiamo poi notato che un percorso espositivo troppo ampio tende a disperdere l'attenzione dei visitatori. Non dovrebbero esserci problemi a reperire gli oggetti, come ad esempio hanno i tedeschi, ma bisogna iniziare subito a censire quanto c'è nel mondo ebraico e nelle sedi museali». Di recente Giulio Busi, che collabo-ra con Sarfatti, ha avanzato la proposta di dare molto spazio all'osmosi culturale con il Rinascimento e alle altre espressioni artistiche fino alle avanguardie. La delegazione del Cdec sarà presto in città a visionare l'ex carcere. E' chiaro che tutte le proposte andranno vagliate in sede di Comitato scientifico la cui nomina dipende dal Consiglio di amministrazione appena insediato.
Shoah, deciso il percorso per fare il museo
Il Consiglio di amministrazione della Fondazione museo nazionale dell'Ebraismo e della Shoah di Ferrara sarà nominato il 6 marzo. Il sindaco Sateriale ha garantito che l'ex carcere di via Piangipane dovrà essere "ripulito" e sistemato in via provvisoria. La Fondazione riceverà 15 milioni di euro per la realizzazione del museo e 1 milione all'anno per le spese di gestione e funzionamento. L'obiettivo è di inaugurare il museo nel 2011, anno del 150esimo dell'unità d'Italia. Il museo sarà una struttura educativa che spiegherà le vicende di 2.000 anni di storia ebraica intrecciata con quella degli italiani.
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