Mazzonis: «L'auditorium può essere l'alternativa all'Arena durante l'inverno» «Questa è una città straordinaria per storia e cultura». La visita di Danieile Gattegno Mazzonis, sottosegretario al ministero dei Beni culturali, coincideva ieri con una «giornata particolare» per il suo governo, a causa della bufera giudiziaria che coinvolge la moglie del ministro Mastella. Ma le bellezze della città, confessa, le hanno ridato serenità. Francese di nascita, il sottosegretario scherza sull'atteso arrivo in Valpolicella della coppia del momento, il presidente Sarkozy e la modella e cantante Carla Bruni: «Verona è una città di cui è facile innamorarsi, chissà che non arrivino qui anche Naomi e il presidente venezuelano Chavez...». L'esponente governativa si dice «molto colpita» dal restauro «compiuto con rispetto e intelligenza» dei Palazzi scaligeri dove ammira i capolavori del Pushkin di Mosca. L'esposizione, voluta dalla Fondazione Cariverona, sta raggiungendo in questi giorni quota 30mila visitatori. Prima di entrare nel palazzo di piazza dei Signori, accompagnata dal presidente della Fondazione Cariverona, Paolo Biasi, e dalla direttrice dei musei civici, Paola Marini, il sottosegretario da un'occhiata alla casa di Giulietta, riaperta dopo i lavori e già presa di mira dalle coppiette con i bi-gliettini appiccicati al muro con i chewing-gum. «Decisamente un approccio sbagliato», osserva. Poco prima, con l'assessore Erminia Perbellini, eletta nella lista del leghista Tosi, lei che è di Rifondazione Comunista, aveva discusso di rilancio degli eventi culturali a Verona. «Qui», sottolinea, «ci sono enormi potenzialità, dall'enogastronomia alla letteratura, con piazze ed edifici bellissimi da valorizzare attraverso mostre, festival, letture di testi da parte di grandi attori, anche in dialetto o in lingue straniere. Ci vogliono solo fantasia e creatività. A Roma», aggiunge, «c'era la coda per ascoltare conferenze sulla matematica o sull'archeologia». A Verona il Comune vorrebbe far arrivare un pezzo da novanta come Marco Goldin, organizzatore delle grandi mostre a Brescia e Treviso. «Le potenzialità di promozione culturale in una città come questa ci sono»,commenta a tale proposito l'esponente del governo, «e in questi progetti va coinvolta anche l'università». Mazzonis fa sapere anche che il nuovo regolamento sui prestiti fra musei, «da molte possibilità di organizzare eventi, anche monotematici, che possono attrarre spettatori e valorizzare luoghi meravigliosi come il Palazzo della Ragione». Ai cronisti che le chiedono commenti sulla situazione di crisi della Fondazione Arena, il sottosegretario si dice «fortunata» di non dover occuparsene: «Non ho la delega specifica, ma siamo consapevoli dei problemi. I fondi messi a disposizione dalla Finanziaria sono stati leggermente incrementati, ma non siamo sicuramente in grado di ripianare un debito di 20 milioni, quindi l'intera attività del teatro dovrà essere ripensata per creare maggiore attenzione, anche internazionale, al di fuori del periodo della stagione lirica». E la realizzazione da parte della Fondazione Cariverona, nell'ambito del Polo culturale agli ex Magazzini generali, di un auditorium da duemila posti, sottolinea, «può essere un'ottima occasione per prolungare l'offerta musicale e ricavare introiti».
Verona. Si deve investire sulla cultura
Ieri a Verona è arrivato il sottosegretario al ministero dei Beni culturali Daniele Gattegno Mazzonis. La visita coincide con una giornata particolare per il suo governo, a causa della bufera giudiziaria che coinvolge la moglie del ministro Mastella. Mazzonis ha espresso la sua ammirazione per la città di Verona, che gli ha restituito serenità. Ha visitato il Palazzo dei Signori, dove ha ammesso di essere colpita dal restauro compiuto con rispetto e intelligenza. L'esposizione, voluta dalla Fondazione Cariverona, sta raggiungendo quota 30mila visitatori.
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