Rimangono anche Maurizio Scaparro e Ismael Ivo. Aaron Betsky per la Mostra di Architettura, Del Mercato direttore generale Venezia. È sempre una Biennale dai capelli grìgi, ma non si pensi a una Biennale vecchia. Perché nel passaggio da Davide Croff a Paolo Baratta c'è qualcosa di più di un semplice awicendamento, pur nella continuità "cromatica" delle teste a ha detto lo stesso Baratta ieri presentandosi e presentando le nomine di alcuni direttori al termine del primo consiglio di amministrazione del suo mandato. «Qualsiasi nostro progetto realizzato sul territorio sarà rivolto ai giovani». Non un'affermazione generica, ma una precisa linea programmatica. Avviata con la presenza in cda di Giuliano da Empoli (34 anni) indicato dal ministro Rutelli, proseguita con la nomina a direttore generale di Andrea Del Mercato (40 anni, veneziano) e ribadita ieri da Baratta con l'annuncio che nei prossimi anni la Biennale di Venezia vuole diventare un punto di riferimento nella formazione culturale del Veneto e dell'Italia, con il lancio delle Accademie, a partire da quella di danza (un pallino che Baratta si porta dietro fin dal suo primo mandato di dieci anni fa), ma pensando anche a musica, teatro, arti visive e soprattutto cinema. «Un modo per dare ai nostri giovani una prospettiva diversa - ha detto Baratta - Non solo per formare artisti di domani, ma anche per aiutare ad "aprire le menti" con la creatività, anche a chi magari "da grande" non farà l'artista ma l'avvocato». Iniziativa, questa delle accademie, che secondo Baratta non potrà non essere finanziata dagli enti pubblici («se i progetti sono buoni, i finanziamenti ci saranno; dobbiamo riscoprire la valenza sociale del nostro impegno, non possiamo certo pensare che la nostra attività sia quella di portare qua e là per il Veneto qualche spezzone di mostra...»). Per il resto, si continua a confidare nei privati e nella bontà dei programmi delle varie rassegne, che saranno il fiore all'occhiello dell'attività di una Biennale rivolta alla formazione e alla produzione culturale. Di qui la prima raffica di nomine di direttori, ufficializzate ieri. Detto della nomina di Del Mercato a direttore generale della Fondazione, allo statunitense (di formazione olandese) Aaron Betsky - già per tre volte curatore del Padiglione dei Paesi Bassi nelle ultime Biennali di Architettura e Leone d'Oro per la migliore partecipazione nazionale nell'edizione del 2002 - è stato affidato l'incarico della undicesima mostra internazionale di Architettura che si aprirà il 14 settembre per chiudersi il 23 novembre. Una rassegna che presenterà installazioni appositamente realizzate, manifesti d'intento e scenari di un "pensare ed essere architettura" che va oltre il costruire. Saranno esposte le architetture sperimentali da tutto il mondo e i più significativi aspetti delle sperimentazioni nell'attività progettuale attuale. Maurizio Scaparro, già direttore del settore Teatro nel biennio 2006-2007, è stato confermato per il biennio 2008-2009 e potrà quindi completare il quadriennio con un campus universitario nel 2008 e il festival internazionale del 2009, entrambi incentrati sul tema del Mediterraneo. Ismael Ivo, già direttore del settore Danza nel triennio 2005-2007, porterà a termine nel 2008 il suo viaggio attorno al corpo, con un festival a giugno che si intitolerà "Beauty" e che analizzerà il senso della bellezza. Infine Marco Müller è stato confermato direttore del settore Cinema per altri quattro anni, avendo quindi la possibilità di portare avanti un lavoro complessivo di otto anni, con un compito preciso, indicato da Baratta. «Müller è l'uomo giusto per questa fase - ha detto il presidente - la Biennale deve dare segno di continuità, di stabilità, ma soprattutto organizzare una mostra del Cinema in linea con la sua storia, vale a dire fortemente marcata dalla selettività, con un direttore che si assuma le responsabilità delle scelte e che faccia crescere un solido e costante rapporto con la migliore produzione di tutto il mondo, confermando la mostra come vetrina privilegiata del lancio delle grandi produzioni internazionali». La mostra del Cinema veneziana durerà dal 27 agosto al 6 settembre, ma tre settimane dopo, dal 2 all'11 ottobre, ci sarà la Festa di Roma. Il ministro Rutelli, il governatore Galan e il sindaco Cacciari non hanno preso bene questa vicinanza di date, e si sapeva. E Baratta? Per dire più di quanto ci si attendesse da un uomo della sua prudenza pubblica, è ricorso a uno "scherzo" di Rossini su un passo del Metastasio: «Mi lagnerò tacendo». Insomma, non l'ha presa bene nemmeno lui. Punto e a capo. Così come sull'altra questione spinosa, quella del nuovo Palazzo del cinema, affidato alla cordata Sacaim-Gemmo su progetto da 70 milioni, ma bloccato dai paletti della Regione che ha ritirato i suoi finanziamenti (10 milioni) e in attesa di un ricorso al Tar sulla procedura, con la sentenza attesa per il 23 gennaio. «Su questo parla il sindaco, è materia sua - liquida in due battute Baratta - Ma sono certo che nessuno rischierà di assumersi le responsabilità di rallentare l'attività della Biennale o di non rispettare la scadenza del 2011, visto che tutti si sono già spesi in merito...».