FIRENZE - L'assessore alla cultura della Regione Toscana, Paolo Cocchi, vuoi cambiare casa al David di Michelangelo e suggerisce di trasferire la scultura dalla Galleria dell'Accademia, ubicata in pieno centro storico, a due passi dal Duomo, al Parco della Musica della stazione Leopolda, dove sorgerà il nuovo teatro del Maggio fiorentino. L'assessore vorrebbe il trasloco del David per decongestionare, in parte, il centro di Firenze dai flussi turistici. "Firenze spiega Cocchi - ha raggiunto soglie di insostenibilità turistica e l'attuale collocazione del David è da un punto di vista logistico infelice". Cocchi ha inviato una lettera al sindaco Leonardo Domenici e al ministro dei beni culturali Francesco Rutelli per spiegare la sua idea. Sono 135 anni che il capolavoro di Michelangelo risiede alla Galleria dell'Accademia. Prima, per tre secoli e mezzo, era sempre stata davanti all'ingresso principale di Palazzo Vecchio: venne trasferita per salvarla dalle intemperie che la minacciavano. Ogni anno il David è visitato, in media, da un milionee300mila turisti. E mentre la Giunta fa sapere che discuterà la proposta, si è alzato, come immaginabili, un nutrito coro di proteste. Comunque, dalla Gioconda di Leonardo, che il Louvre protegge con un vetro antiproiettile, alla Pietà di Michelangelo che, dopo le mutilazioni subite nel 72 e i successivi restauri, è racchiusa in una pesante teca blindata. Sono tanti, non solo in Italia, i casi di opere d'arte o monumenti che è stato necessario proteggere dalle intemperie o flussi di turisti, in qualche caso anche con un trasloco. Tra i più famosi quello del Marco Aurelio, costretto nel 1981 a lasciare la piazza del Campidoglio (dove da allora lo sostituisce una copia) per essere ospitato, dopo dieci anni di restauri, in una situazione superprotetta all'interno dei Musei Capitolini.