Antonio Paolucci l'ha definita «una bischerata». Per qualcun altro è addirittura una bestemmia, che nel Granducato mediceo poteva cagionare un anno di galera o la morte sul rogo. La proposta dell'assessore alla cultura della Regione Toscana, Paolo Cocchi, di spostare il David di Michelangelo dalla Galleria dell'Accademia alla Stazione Leopolda (ufficialmente per risolvere i problemi dei flussi turistici, ma allora perché non portare la Primavera di Botticelli a Scandicci... con la tramvia sarebbe un attimo), ha attraversato la società civile come un brivido freddo. I contrari hanno pronunciato un «no» secco praticamente in coro; i «sì» o i «forse» hanno bisbigliato ragioni francamente poco sostenibili. Certo è che la prima vera «iniziativa » dell'assessore Cocchi, nominato il primo agosto 2007 (dopo oltre un anno di interim di Martini), ha attratto una pioggia di critiche e confermato la scarsa dimestichezza della classe politica toscana con la cultura. Antonio Paolucci (ex-soprintendente e attuale direttore dei Musei Vaticani) - «Il trasferimento del David ad altra sede è un tormentone che torna periodicamente. E come già altre volte, anche ora ripeto che è una bischerata, una richiesta che non ha né capo né coda. Mai nessuno sposterà il capolavoro di Michelangelo dal museoche è stato realizzato per lui. La sistemazione museografica ammirata ogni anno da centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo fu creata nell'Ottocento quasi per sacralizzare questo totem della storia dell'arte. Fu realizzata una tribuna che assomiglia ad un'abside di una chiesa e la statua fu messa suuna specie di piedistallo quasi a ricordare un altare. Fu realizzata un'operazione di tipico gusto ottocentesco, ma che nel suo genere continua ad affascinare ancor oggi. E proprio la sistemazione di questo capolavoro è un moltiplicatore del suo fascino. Ecco perché mai nessuno sposterà la statua dal luogo dove si trova». Cristina Acidini (soprintendente speciale per il Polo museale) -«Nonè un'ipotesi sostenibile né sul piano culturale né su quello museografico. Sono molto sorpresa da questa richiesta di trasferimento del David perché non ho ricevuto nessun avviso al riguardo; perché non c'è stata nessuna intesa preliminare e soprattutto non c'è stata alcuna cura nell'avvertirci di ciò che si stava chiedendo». Franca Falletti (direttrice della Galleria dell'Accademia) - «Ogni tanto la proposta del trasferimento del David viene fuori e io la considero, da questo punto di vista, positiva solo se fatta per muovere le acque di Firenze. Tuttavia la giudico rischiosissima da unpunto di vista conservativo e storicamente inopportuna. Perché privare il centro di un'opera del genere? Perché decontestualizzarla dopo che la Galleria è via via cresciuta proprio nel rispetto di questa presenza così importante?». Vittorio Sgarbi (assessore alla Cultura del Comune di Milano) - «Spostare il David? Èun'idiozia senza logica, evidentemente gli assessori alla cultura a Firenze hanno qualche problema. Il David è un'opera che rappresenta il simbolo stesso della storia nel cuore di Firenze, sta alla fine di una teoria di capolavori di Michelangelo, ha senso nella storia dell'Accademia e della città, ha la ragione storica di essere lì. Spostare il David sarebbe un'insensatezza assoluta». Bruno Santi (soprintendente per i beni artistici) - «Il nuovo assessore alla cultura della Regione ha esordito in maniera avventurosa e trovo curioso che si occupi del David con tutti i problemi presenti sul territorio regionale. La proposta di nuova collocazione fa capire la considerazione del David solo per l'attrazione che esercita e della capacità di essere un'icona o un feticcio. Per un parco della musica meglio un Orfeo...». Paola Grifoni (soprintendente per i beni architettonici) - «Quella di trasferire il David mi sembra una proposta un po' improbabile. Sarebbe come trasferire altrove la Primavera di Botticelli custodita agli Uffizi; e in tutti e due i casi si tratta di opere connaturate al loro contesto storico e museografico. Vedrei molto bene la possibilità di commissionare ad artisti viventi la realizzazione di sculture destinate appositamente al nuovo centro artistico della città». Cinzia Parnigoni (restauratrice protagonista dell'intervento sul David nel 2003) - «Voi fiorentini proprio non avete fantasia... Ma ci sono tanti altri artisti le cui opere potrebbero essere utilizzate per abbellire una nuova città della musica. Il David? Lasciamolo in pace. Quell'assessore non sa quel che dice, non ha idea, e deve stare tranquillo perchénonè possibile trasferire la statua né da un punto di vista tecnico, né per la valorizzazione ». Andrea Marcucci (sottosegretario per i beni culturali) - «Ritengo che al momento non sia possibile formulare alcun giudizio rispetto all'ipotesi dell'assessore su una nuova collocazione del David. Desidero sottolineare che il Ministero deve far valere in primo luogo le ragioni della tutela, della salvaguardia e della sicurezza dell'opera d'arte. È questa per il Ministero la condizione preliminare per affrontare qualsiasi ipotesi di trasferimento». Giovanni Gozzini (assessore alla cultura del Comune di Firenze) - «Tra qualche giorno la proposta sarà all'esame di unariunione congiunta fra Regione e Comune di Firenze. Non mi scandalizzo per niente. L'ipotesi dello spostamento non è di per sé un sacrilegio, perché anche la collocazione odiernanon è certo quella originaria. Non c'è nessun tabù: ovviamente vanno fatte salve le esigenze di tutela e sicurezza dell'opera, e la Soprintendenza deve essere parte in causa di questa analisi e progettazione di soluzioni alternative ». Dario Nardella (presidente della Commissione Cultura del Comune di Firenze) - «La proposta di Cocchi suscita interesse soprattutto per la parte in cui pone al centro il problema di una gestione dei flussi turisticimenocongestionante per il centro storico di Firenze. Non si tratta di mandare a casa i visitatori, ma di proporre un'offerta turistico-culturale più articolata nel territorio comunale. Dunque si raccolga, per quanto possibile il senso costruttivo di questa proposta senza aprire un'inutile polemica sul se e dove spostare il David». Paolo Amato (senatore della Repubblica) - «Il capolavoro di Michelangelo rimanga dov'è. La proposta dell'assessore regionale toscano alla cultura di spostare il David è un'idea bizzarra, da rigettare, che mi auguro non abbia alcun seguito. Traslocare il David non è altro che un'operazione promozionale a sfondo immobiliare, con il solo scopo di impreziosire il progetto del nuovo Auditorium del MaggioMusicale voluto fortemente dal vicepremier Rutelli».
Una bischerata il David fuori dall'Accademia
L'assessore alla cultura della Regione Toscana, Paolo Cocchi, ha proposto di spostare il David di Michelangelo dalla Galleria dell'Accademia a una nuova sede, come la Stazione Leopolda. La proposta ha suscitato una forte opposizione tra gli esperti e i conservatori del capolavoro, che considerano il trasferimento come una "bischerata" e una "bestemmia". La Galleria dell'Accademia ha espresso la sua opposizione, considerando il David come un elemento fondamentale del museo e della città di Firenze. Alcuni esperti hanno anche criticato la proposta, considerandola un'operazione promozionale a sfondo immobiliare.
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