I 30 milioni di fondi che il governo si è detto disponibile a stanziare per Betile sono a rischio. Se il Consiglio Comunale non approverà entro gennaio una variante al Piano urbanistico che trasformi l'area dove dovrà sorgere il Museo regionale dell'arte nuragica e dell'arte contemporanea in zona "G" (servizi generali pubblici), saranno destinati altrove i finanziamenti per le opere destinate alle celebrazioni del 150 anniversario dell'Unità d'Italia. È vero che per Betile sono in cassa altri 50 milioni, ma non è una buona ragione per buttare una somma ingente e decisiva per il futuro del progetto. Tanto più che su quella variante c'è un impegno preciso del sindaco. Scritto nero su bianco nel protocollo d'intesa siglato il 9 agosto 2006. «Il Comune si impegna a variare il piano urbanistico comunale...a variare il piano per l'edilizia economica e popolare in coerenza con lo studio di fattibilità...a definire in sede di conferenza dei servizi le autorizzazioni amministrative e rilascio delle stesse per la realizzazione degli interventi...a cedere alla Regione l'area destinata alla realizzazione del museo». C'è, dunque, un impegno formale del Comune. Ed è anche per questo - oltreché «per l'importanza del museo per la città» - che Floris chiede alla sua maggioranza l'approvazione della variante «con senso di responsabilità».