Promosso il lifting olimpico Piace la trasformazione, giudizi negativi su trasporti e traffico Soddisfatto il sindaco: "Stiamo per innescare un ciclo di cambiamenti che partirà dai grattacieli di Piano e Fuksas" Malumori tra i residenti sulla Spina3 che sono ancora in attesa del parco Mea culpa sul metrò: "Dovevamo farlo prima" -------------------------------------------------------------------------------- AI Torinesi piace la città del dopo 2006 e ne apprezzano il nuovo volto. E il risultato, a favore delle trasformazioni, è bulgaro. Secondo la ricerca del Cresme, per conto di Palazzo Civico su un campione di 3.500 famiglie, l87 per cento degli intervistati è «soddisfatto» o «molto soddisfatto» di vivere a Torino, anche se non mancano le pecche. Le note dolenti, ma si tratta di insufficienze lievi, riguardano i trasporti pubblici, il traffico e i parcheggi, oltre alla qualità dellaria. Soddisfazione invece per le strutture commerciali, per i servizi culturali offerti, per la qualità degli spazi pubblici e dellarredo, per la presenza di attrezzature per il tempo libero. I cittadini reputano sufficiente anche la pulizia, dando un sei al servizio di nettezza urbana. Per otto residenti su dieci la città ha vissuto cambiamenti «positivi» o «molto positivi» e per tre su cinque le trasformazioni «hanno dato risposte alle necessità». Non solo, vi sono appeal nuovi perché esistono diverse Torino. Per il 90 per cento degli intervistati è «la città dellarte, della cultura e del sapere». Per l86 per cento è «la città verde», per l80 è «la città in rinascita, creativa e accessibile». Il 70 per cento la definisce come «la città dellindustria e della tolleranza», mentre per il 50 per cento è una «città turistica ed internazionale». Quali sono le trasformazioni promosse a pieni voti? In testa cè piazza San Carlo, che prende un otto abbondante, a seguire il parco archeologico delle Porte Palatine, corso Mediterraneo e il cortile del Maglio a Porta Palazzo. Bocciato, invece, piazzale Valdo Fusi, considerato un intervento insufficiente. Tra gli edifici nuovi non vincono gli architetti blasonati, ma lenogastronomia. In testa cè Eataly, con la ristrutturazione dellex fabbrica Carpano di via Nizza, poi il Palahockey, la passerella e larco olimpico, la chiesa del Santo Volto e il PalaFuksas. Una sufficienza la guadagnano anche i giandujotti di piazza Solferino, anche se sono in via si smantellamento. «Torino piace ai torinesi, la percezione delle politiche pubbliche dimostra che la volontà dellamministrazione è stata compresa e che abbiamo imboccato la strada giusta», hanno sottolineato il sindaco Sergio Chiamparino e lassessore allUrbanistica, Mario Viano. Il primo cittadino ha invitato, riferendosi ad un nuovo ciclo di trasformazioni che va innescato, «a fare tesoro dei progetti di grandi architetti che la città ha a disposizione, ad iniziare da quello di Piano sul grattacielo Intesa-Sanpaolo e di quello di Fuksas per la sede unica della Regione». Un riferimento a chi dentro la maggioranza, in testa la sinistra radicale, vuole approfondire meglio le varianti al piano regolatore prima di dare il via libera alle realizzazione delle torri. Ed è poi tornato sulla metafora di piazza San Carlo, sottolineando che nella azione amministrativa «cerco di rappresentare chi ha voluto che si realizzasse la trasformazione della piazza e non chi si è opposto». I punti critici non mancano, ma secondo il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, sono quelli consueti delle grandi città: «Abbiamo svolto indagini simili su altre metropoli e non ci siamo mai trovati davanti a risultati così positivi». Rimane il fatto che il 63 per cento del campione giudica Torino «poco» o «per niente sicura», il 76,4 per cento considera «molto elevato» o «medio» il degrado nelle periferie, anche se in generale chi vive nelle aree di trasformazione è soddisfatto dei risultati. Soprattutto i residenti di Spina 1, San Paolo, Spina 2 e Lingotto. Meno entusiasmo dagli abitanti di Spina 3, dove i malumori si sentono di più. «Ci aspettavamo questo effetto - spiega Viano - daltronde lintervento sulla Spina 3 deve ancora concludersi con la creazione del parco». Altri motivi di malessere riguardano i trasporti e il traffico. «I voti non sono così negativi - spiega il sindaco - rispetto ad indagini di altre città. I motivi di malessere ci sono, ma in alcuni casi non sono di esclusiva competenza comunale. Per quanto riguarda i trasporti le responsabilità sono di chi ha amministrato la città in passato. Se la metropolitana si fosse fatta prima, forse oggi avremmo un voto migliore e le trasformazioni sarebbero servite ad accrescere ancor di più la qualità della vita nella città».